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La Corte suprema bacchetta Trump sulla Fed: «Non poteva licenziare la governatrice Cook». Le altre sentenze su di lui: perché una lo fa esultare

29 Giugno 2026 - 17:13 Bruno Gaetani
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Per il presidente americano arriva una raffica di decisioni dei giudici della Corte Suprema. Compresa quella che gli dà torto sul caso di violenza e il risarcimento per E. Jean Carroll. Attesa per domani anche una sentenza cruciale per la Casa Bianca sullo Ius soli
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La decisione di Donald Trump di rimuovere dall’incarico Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve, è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Suprema degli Stati Uniti in una sentenza arrivata nell’ultima settimana prima della pausa estiva. In questi giorni, tutti gli occhi della politica americana sono puntati proprio sui nove giudici togati, chiamati a esprimersi su una serie di cause molto dibattute, tra cui i tentativi di Trump di limitare lo ius soli, ossia la legge che sancisce il diritto alla cittadinanza per chi nasce sul suolo americano.

Il licenziamento di Lisa Cook è incostituzionale

Un primo schiaffo al presidente americano è arrivato con la sentenza su Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve destituita da Trump in seguito a una serie di accuse di frode. Con una decisione presa a maggioranza di 5 voti contro 4, i giudici hanno bollato quel licenziamento come incostituzionale, stabilendo che Cook può rimanere al suo posto. Si tratta di una delle sentenze più attese di questi giorni, perché stabilisce che il presidente non ha l’autorità costituzionale per licenziare un governatore della Fed senza giusta causa. Immediata la replica della stessa Cook, che a proposito della sentenza di oggi dice: «La decisione della Corte Suprema riconosce che l’indipendenza della Federal Reserve è essenziale per l’adempimento dei mandati affidati dal Congresso».

Trump sconfitto sul voto per posta

La seconda sconfitta giudiziaria per Trump riguarda le prossime elezioni. Con 5 voti a favore e 4 contrari, la Corte Suprema ha stabilito che i voti per corrispondenza possono arrivare anche dopo l’Election Day ed essere conteggiati. Una pratica, quella del voto per posta, contro cui Trump si sta battendo da anni e che ora sta tentando di limitare in vista del ritorno alle urne per le elezioni di metà mandato. «Le norme relative al giorno delle elezioni non stabiliscono un termine ultimo per la ricezione delle schede», ha detto la giudice conservatrice Amy Comey Barrett.

Ampliati i poteri del presidente sulle agenzie governative

Pur opponendosi al licenziamento di Lisa Cook, con un’altra sentenza la Corte Suprema ha consentito a Donald Trump di rimuovere la presidente della Federal Trade Commission, Rebecca Slaughter, ampliando di fatto i poteri del presidente di licenziare alti funzionari di agenzie governative. La decisione, di fatto, ribalta il precedente del 1935 che aveva gettato le basi per lo stato amministrativo moderno. Sulla carta, il caso di Slaughter è simile a quello di Lisa Cook, ma i giudici ha applicato standard più elevati nel caso della Fed. Ed è proprio su questa sentenza che si concentra la reazione social di Trump: «Una grande vittoria è stata ottenuta poco fa presso la Corte Suprema. La decisione è stata a lungo auspicata dai presidenti fin dagli anni Trenta. È un grande onore essere in carica e aver ottenuto questa sentenza storica e senza precedenti, una delle più importanti mai emesse in materia di poteri presidenziali», esulta il presidente Usa.

Confermato il risarcimento di 5 milioni alla scrittrice E. Jean Carroll

Confermato, inoltre, il verdetto della giuria secondo cui Donald Trump ha abusato sessualmente della scrittrice E. Jean Carroll e l’ha diffamata, aprendo così la strada alla donna per ottenere un risarcimento di 5 milioni di dollari dal presidente. I giudici si sono rifiutati di esaminare il ricorso di Trump, senza rilasciare alcun tipo di commento. Secondo il New York Times, non sono state registrate opinioni dissenzienti, il che significa che la decisione è stata presa all’unanimità da parte di tutti e nove i giudici.

La sentenza sullo Ius soli

La Corte Suprema Usa renderà note le sue ultime decisioni prima della pausa estiva domani. I giudici sono chiamati a esprimersi su uno dei pilastri dell’agenda dell’America First di Trump, ovvero lo ius soli. Un’altra decisione riguarda gli atleti transgender. L’abolizione del diritto di cittadinanza per nascita è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna del tycoon e uno dei primi provvedimenti firmati nello Studio Ovale è stato proprio la sua abolizione. 

Foto copertina: EPA/Shawn Thew

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