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Netflix non deve svelare i suoi dati, il Consiglio di Stato delude Elio Germano: la sentenza sulla battaglia dell’equo compenso per attori e doppiatori

29 Giugno 2026 - 19:41 Chiara Pancari
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Confermata la decisione dell'Agcom e del Tar Lazio, che non era piaciuta al collettivo degli Artisti 7607 guidati dall'attore.
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Si chiude con una sconfitta per gli attori al Consiglio di Stato la causa tra Artisti 7607 e Netflix sui dati legati ai compensi degli attori e dei doppiatori. I giudici hanno stabilito che la piattaforma non dovrà fornire agli artisti informazioni più dettagliate sulle loro opere, come dati sulle visualizzazioni e i ricavi, per poter calcolare i loro stipendi «in modo equo», come richiedevano loro. «Compensi irrisori – aveva detto all’inizio della battaglia a Propaganda Live l’attore Elio Germano – e le piattaforme non comunicano quanto guadagnano, né cosa trasmettono e quante volte. Così sì fa molta fatica a stablire quanto devono pagare per legge. E quindi, abbiamo portato Netflix in tribunale».

Che cosa chiedevano gli artisti

La vicenda nasce tra il 2021 e il 2022, quando Artisti 7607, società cooperativa fondata tra gli altri da Germano e altri attori del cinema italiano, e che rappresenta oltre 3.000 interpreti, segnala Netflix all’Agcom, l’Autorità che regola il settore dei media e delle telecomunicazioni. Artisti 7607 è una collecting society, cioè un organismo che gestisce e redistribuisce i compensi agli attori, doppiatori e interpreti quando le loro opere vengono utilizzate sulle piattaforme o in tv.

Secondo gli attori, Netflix non avrebbe fornito in modo completo i dati necessari per calcolare i compensi degli artisti, come visualizzazioni, ricavi e numero di abbonati. L’obiettivo era ottenere informazioni più dettagliate per determinare la remunerazione legata ai diritti degli interpreti. Netflix, dal canto suo, ha sempre respinto le contestazioni, sostenendo di aver rispettato gli obblighi previsti.

La decisione del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha confermato la linea già presa dall’Agcom e dai giudici del Tar Lazio: Netflix non è tenuta a fornire altri dati rispetto a quelli già previsti dalla normativa. I giudici hanno stabilito cioè che la richiesta di Artisti 7607 non può essere accolta perché prima la stessa collecting deve mettere sul tavolo informazioni chiare su quanti artisti rappresenta davvero e su come vengono stabilite e distribuite le tariffe e i compensi tra i propri iscritti.

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