Boom di concerti nel 2025: Ligabue, Pezzali e Pinguini Tattici Nucleari in vetta. Sport e teatro crescono, mentre il cinema regge solo grazie a Zalone

L’industria dello spettacolo è in buona salute: a dirlo è il Rapporto Siae 2025 che racconta un anno contrassegnato da numeri molto incoraggianti. In testa alla classifica per la spesa degli spettatori ci sono concerti, teatro e sport, mentre il cinema si mantiene sui valori del 2024. Meno offerta di eventi, più costosa ma anche più di qualità, con spettatori nel complesso stabili a un solo punto percentuale dal 2024. Crescono le Isole, che cominciano a distinguersi in settori inaspettati, come quello del jazz.
Meno eventi, organizzatori e location, ma più qualità
Sembrano ormai lontani i tempi del Covid e le preoccupazioni per lo stato di salute del mondo dell’intrattenimento e per i suoi lavoratori. Il 2025 batte infatti l’anno precedente sulla spesa generale sostenuta dagli italiani (e dai turisti) per eventi culturali e sportivi: 4,3 miliardi, corrispondenti a un +7,5% sul 2024. Meno eventi in generale (-0,8%), spesso più costosi, ma di qualità superiore. Una crescita, come sottolinea il Direttore Generale Siae, Matteo Fedeli, che non è legata tanto ai maggiori costi sostenuti dalle produzioni (e che si ripercuotono sui costi dei biglietti), quanto più a un «vero e proprio spostamento degli spettatori verso il mondo dello spettacolo», nonostante un’inflazione al +1,5 per cento.
Se, insieme al numero di eventi, scende anche quello degli organizzatori (-11%) e dei locali che li ospitano (-9%), rimane invece stabile quello delle realtà italiane locali che si impegnano nel settore: sono l’84%, corrispondente a 6629 comuni italiani. Le location diminuiscono «perché il pubblico cerca più qualità, e la qualità ha dei costi che per alcuni organizzatori non possono più essere sostenuti», commenta Fedeli. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna si confermano in testa, raccogliendo il 40% degli spettatori totali, il 44% degli spettacoli e il 49% della spesa (il 50% della quale è concentrata in Lombardia). Crescono però anche i dati sulle Isole, e Palermo si impone come Terzo polo italiano per gli eventi jazz, dopo Milano e Roma.
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Concerti: record di spettatori per Ligabue e Pezzali
È il settore dei concerti ad aver dato le maggiori soddisfazioni nel 2025 e c’è chi per questo non esita a definirlo «l’anno migliore di sempre»: +3,6 per cento di spettacoli, + 8,5% di spettatori e la cifra record di 1,2 miliardi di euro di spesa (+17,5% rispetto al 2024). A crescere maggiormente è la “popolar music”, un tempo bistrattata e bollata come trash. A motivare giovani e non più tali – visto l’incremento degli spettatori over 40 e 50 – il desiderio di vivere «un’esperienza più unica» rispetto a quella offerta dalle discoteche. Boom anche di cantanti che vengono dallo streaming che, a fronte di poche migliaia di views online, riescono a riempire location live.
Ai primi posti per spesa nel 2025 ci sono gli AC/DC, seguiti da Ed Sheeran e dai Linkin Park. Se gli artisti italiani arrivano solo al sesto posto nella spesa con Ligabue e al nono con Max Pezzali, quando si guarda al numero di spettatori non c’è storia: Ligabue rimane in testa, seguito immediatamente dall’ex 883. Nella top 10, anche ben due date dei Pinguini Tattici Nucleari. Nel 2024 l’unico concerto di un artista italiano nei primi posti in classifica era stato quello di Marco Mengoni, con 670mila biglietti venduti, ricorda Fedeli: «Nel 2025 ci sono ben quattro date di artisti italiani». Una storia di successi che vede un eterno Derby Roma-Milano negli stadi, location sempre più facili da riempire in anni di forte successo per la musica live.
Cinema: «effetto Zalone» e Buen Camino
Il cinema è cresciuto poco: +0,1% di spesa rispetto al 2024, ma gli spettatori calano, e anche molto, con un -2,3%, fermandosi a 71,8 milioni. Il 2025 si è concluso comunque relativamente bene, ed è stato definito l’«Anno di Buen camino». Sono in molti a domandarsi se, senza il campione di incassi (di sempre, ndr) da 4,6 milioni di spettatori uscito nelle sale il 25 dicembre, l’anno si sarebbe comunque chiuso con un bilancio positivo per il mondo del cinema.
«Probabilmente no», conferma il Direttore Generale Siae, che sottolinea però come nella classifica annuale per il primo anno nella top10 ci fossero altri 4 titoli italiani: si tratta di Follemente, Diamanti e Io sono la fine del mondo. «L’anno prima c’era stato solo il film di Paola Cortellesi», prosegue Fedeli, che aggiunge come i primi dati del 2026 fughino ulteriori dubbi, mostrando un incremento del 20 per cento di pubblico e un +30% di spesa nei primi cinque mesi: «Grazie a Checco, ma non solo grazie a Checco, il cinema italiano fa il suo».
Sport: Sinner e Kimi fanno spendere di più i fan
Il 2025 è stato un anno record anche per lo sport: gli italiani hanno sostenuto una spesa del +5,3% per vedere i loro beniamini gareggiare dal vivo, e il numero di spettatori è rimasto sostanzialmente stabile (-0,1%). Mentre il calcio monopolizza i dati, con 626 milioni di spesa su 873,3 milioni totali, il tennis e la F1 fanno bene sperare. Più 13,5% di spettatori per il primo, con 400.783 presenze agli Internazionali Bnl di Roma, e +15% per la seconda, con 530mila spettatori nei due weekend di Formula 1.
Merito sopratutto del «Fenomeno Sinner» e dell’astro nascente Kimi Antonelli, ma anche di una maggiore sensibilità per gli sport individuali in generale, dove si registra il numero maggiore di «utenti altospendenti», ossia che spendono una media di 65 euro per biglietto. Un cifra che bilancia il calo degli eventi offerti in ambito sportivo: -4,8% rispetto al 2024.
Teatro e opera: Arena di Verona «imbattibile»
E che dire del teatro? Anzitutto che, da dopo il Covid, ha guadagnato un margine del 10% ogni anno, chiudendo il 2025 in modo molto positivo: + 10% di spesa, con 641,2 milioni di incassi, +1,2% per numero di spettacoli e +5,3% per spettatori. A trainare il settore è la prosa, ma cresce anche la Stand Up Comedy. L’Opera conferma il monopolio dell’Arena di Verona, in testa con gli spettacoli di Nabucco, Aida e Carmen. Solo un settimo posto, invece, per il Teatro della Scala e un quinto per il San Carlo di Napoli. Eloquenti i numeri, che passano dai 100mila spettatori del primo spettacolo in classifica a Verona ai soli 21mila della Scala di Milano.
Discoteche: un fantasma del passato
Débâcle per le discoteche, che sembrano destinate a rimanere un luogo del passato: -13,5% di spettacoli rispetto al 2024, -5,3% di frequentatori e una spesa scesa dello 0,9 per cento. Tutti indici in negativo, che vengono però bilanciati dall’uscita della musica elettronica dalle porte degli spazi chiusi, per approdare in festival e spettacoli all’aperto.
Foto copertina: ANSA/MATTEO CORNER | Luciano Ligabue sul palco dell’Unipol Dome nel quartiere Santa Giulia di Milano, durante il concerto di inaugurazione della struttura, Milano, 6 maggio 2026

