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Stanley Tucci dice addio allo storico ristorante di Treviso chiuso dopo 105 anni: «È uno dei migliori in cui sia mai stato»

12 Agosto 2026 - 21:38 Cecilia Dardana
trattoria l'oca bianca stanley tucci
trattoria l'oca bianca stanley tucci
L’attore hollywoodiano affida ai social la sua amarezza per la fine dell'Oca Bianca, trattoria scoperta durante la serie "Tucci in Italy": «Spero che un giorno possano riaprire»
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«Sono così triste nel sapere che questo gioiello di ristorante potrebbe aver chiuso. Non conosco il motivo della chiusura, ma spero che un giorno possano riaprirlo da qualche altra parte. Era un posto meraviglioso». A condividere questo messaggio amareggiato non è un cliente abituale di Treviso, ma la stella di Hollywood Stanley Tucci, affranto per la chiusura della trattoria l’Oca Bianca, a Treviso. L’attore americano, celebre per il suo ruolo ne Il diavolo veste Prada e diventato ormai una vera e propria autorità in materia di gastronomia italiana, ha ripubblicato sui suoi canali social il video registrato quando era stato ospite del locale durante le riprese dello show Tucci in Italy.

«È minuscolo, una splendida trattoria dove bisogna andare»

Nel filmato riproposto ai suoi milioni di follower, la passione dell’attore per l’osteria di vicolo della Torre è del tutto evidente. Seduto al tavolo davanti a un calice di vino, Tucci incorona il locale trevigiano tra i suoi preferiti di sempre: «È uno dei migliori ristoranti in cui sia mai stato in Italia». Poi prosegue con una serie di complimenti entusiasti sia per l’atmosfera che per i piatti serviti: «È buonissimo, davvero delizioso. Ha più di cento anni ed è bellissimo, bellissimo». Indicando con le mani gli spazi intimi della sala, aggiunge: «È minuscolo, ed è semplicemente questa splendida trattoria dove bisogna assolutamente andare». A conquistarlo non è stata soltanto la cucina contadina: «Persone meravigliose, cibo delizioso».

Addio a 105 anni di storia trevigiana

La trattoria L’Oca Bianca ha abbassato definitivamente la serranda lo scorso 30 marzo, mettendo fine a una storia iniziata nel lontano 1921. Fondato ben 105 anni fa, per generazioni il locale è stato un punto di riferimento insostituibile per la gastronomia veneta, celebre per i suoi piatti tradizionali a base di anatra e oca e frequentato nel corso del tempo da artisti, intellettuali e residenti. A decretare la fine dell’attività è stata la mancata intesa sul rinnovo del contratto d’affitto tra i gestori — Gigi Chiarelli, nipote della storica Nerina Sponchia, e Federica Mattiazzo — e la proprietà dell’immobile. Nelle scorse settimane anche l’insegna originale è stata rimossa per fare spazio ai lavori di una nuova attività, ma il ricordo e la speranza espressi dall’attore continuano a far sognare i frequentatori storici: «Spero che, un giorno, possano riaprire».

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