«I lefebvriani? Sono fissati, non rinunceranno allo scisma»

«Ho poca speranza che» i lefebvriani «rinuncino all’ultimo momento, sono fissati, seguono la loro ideologia. Non può essere che un gruppo di cattolici definisca sé stesso come l’unica presenza della verità cattolica contro i Papi, i vescovi, i concili»: in un’intervista al Corriere della Sera il cardinale Gerhard Ludwig Müller spiega così cosa sta succedendo con i seguaci di monsignor Lefebvre. «Paradossalmente, sono più protestanti dei protestanti. Che oggi, in Europa, sono più vicini al Papa di loro», aggiunge Müller, che teme non sia possibile che i lefebvriani tornino indietro. «Si comportano come Lutero cinque secoli fa: accetterò il Papa quando il Papa accetterà la mia idea di tradizione. Tutto questo è ridicolo».
Il Concilio Vaticano II
Secondo il cardinale «Benedetto XVI era molto generoso e decise di rimettere loro la scomunica come gesto di dialogo, aspettandosi che facessero alcuni passi verso l’unità e la piena comunione con la Chiesa. E loro l’hanno malinteso». Ovvero: «Hanno visto un gesto così generoso come una capitolazione di Roma davanti a loro: va bene, finalmente Roma capisce che noi abbiamo sempre avuto ragione». Müller spiega che «vogliono giudicare il Papa: sono convinti che, a partire dal Concilio Vaticano II, tutti i Papi abbiano deviato dalla retta dottrina della Chiesa cattolica».
La scomunica
Del Concilio, in particolare, non accettano «alcuni punti sulla libertà religiosa, la separazione tra Chiesa e Stato». Il cardinale fa sapere anche che «non sono pochi, hanno ottocento preti, trecento seminaristi, fedeli che si avvicinano e ricevono da loro i sacramenti. La nomina di nuovi vescovi senza il consenso del Papa è illegittima ma la successione apostolica è valida». Su cosa accadrà ora: «Il Papa dovrà scomunicarli, la scomunica è automatica: non dipende da un suo parere privato ma dal suo ufficio di Successore di Pietro».

