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Papa Leone a Lampedusa, la preghiera sulle tombe dei migranti. Poi varca da solo la Porta d’Europa: «Il mondo sia più umano»

04 Luglio 2026 - 10:46 Anna Clarissa Mendi
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La visita del Pontefice sull'isola siciliana 13 anni dopo il viaggio di Francesco. In programma l'incontro con alcune famiglie migranti e, a seguire, la celebrazione della messa
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«Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti». Tredici anni dopo Francesco, Papa Leone XIV torna a Lampedusa per rilanciare anche da qui – dopo che nemmeno un mese fa lo aveva fatto nel porto di Arguineguin a Gran Canaria – il suo messaggio a favore dell’accoglienza e della dignità umana di ogni uomo e donna, anche se migrante.

La preghiera sulle tombe e il passaggio nella porta d’Europa

L’aereo con a bordo il Pontefice è atterrato questa mattina, sabato 4 luglio, alle 8:54 a Lampedusa. Ad accoglierlo sulla pista c’era il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. La prima tappa della visita è stata il cimitero di Cala Pisana, dove il Papa ha sostato in preghiera davanti alle tombe dei migranti morti nel Mediterraneo. Le sepolture, molte delle quali prive di nome, sono contrassegnate da croci realizzate con il legno delle imbarcazioni naufragate. Poi, il Pontefice ha raggiunto la Porta d’Europa, il monumento in ceramica e ferro che rappresenta simbolicamente l’approdo dei migranti nel continente europeo. Qui ha salutato una famiglia di migranti e ha attraversato la struttura, poggiando la mano sulla parte destra e volgendo lo sguardo verso il mare, dove all’orizzonte era visibile una nave militare. Il Papa ha quindi superato la Porta ed è poi sceso da solo sulla scogliera. Il vento gli ha scompigliato la veste e ha fatto volare via la papalina, mentre lui è rimasto a lungo in silenzio, con lo sguardo fisso sul Mediterraneo. Un invito implicito a vedere il Mare come opportunità e non solo come “tomba”.

ANSA/CIRO FUSCO | Papa Leone depone una corona di fiore nel cimitero dei migranti, 4 luglio 2026

La letterina del piccolo Leo al Papa: «Io sbarcato qui da solo 10 anni fa»

Un bambino di 10 anni, Leo, ha poi consegnato al Pontefice una lettera e un pallone. Un testo e un gesto altamenti simbolici. «Caro Papa sono super emozionato di incontrarti! 10 anni fa la mia storia è iniziata qui a Lampedusa. Ero da solo e avevo perso tutto, soprattutto la mia mamma. Mi dicono che ho smesso di piangere solo quando mi hanno dato un pallone fatto di carta, da quel giorno il pallone è rimasto nel mio cuore e io non ho smesso di giocare. Spero tanto che questa palla che ti regalo adesso possa arrivare a un altro bambino e farlo felice proprio come me. Grazie, Leo», si legge nella lettera.

Foto copertina: ANSA / CIRO FUSCO | Papa Leone XIV prega davanti alla “Porta d’Europa” durante la sua visita pastorale sull’isola di Lampedusa, nel sud dell’Italia, il 4 luglio 2026