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Papa Leone alle Isole Canarie, il potente discorso ai migranti: «Mi inchino a voi. L’Europa si faccia un esame di coscienza» – Il video

11 Giugno 2026 - 14:19 Anna Clarissa Mendi
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Nella penultima tappa del viaggio in Spagna, Il Pontefice ha incontrato migranti e realtà di accoglienza nel porto di Arguineguín. L'appello alla comunità internazionale e il messaggio alle donne vittime di tratta
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«Cari migranti, prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare». Con queste parole Papa Leone XIV si è rivolto ai migranti durante la sua visita a Gran Canaria, dove è arrivato nella mattinata di giovedì 11 giugno. Dal molo dell’isola, il Pontefice ha pronunciato un potente discorso sull’immigrazione. «Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza», ha proseguito il Pontefice, rivolgendosi alle nazioni di origine, ai Paesi di transito, all’Europa e all’intera comunità internazionale. Ai primi ha chiesto «di interrogarsi sulle cause che spingono tante persone a lasciare la propria terra», e ai secondi «di proteggere i più deboli e di non abbandonarli nelle mani delle reti criminali». Poi il monito all’Europa, di non abituarsi a vedere il Mediterraneo e l’Atlantico trasformarsi in «cimiteri senza lapidi», e alla comunità internazionale di promuovere una cooperazione «efficace e perseverante». Un richiamo pronunciato ad Arguineguin, il porto che in passato, dopo l’arrivo di migliaia di migranti lasciati per giorni in condizioni precarie, è stato ribattezzato «il molo della vergogna».

Alle donne vittime di tratta: «Non c’è prezzo per il vostro corpo»

Nel suo intervento al porto di Arguineguin, Papa Leone ha sottolineato inoltre come non sia sufficiente «gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute», ha affermato. Ogni imbarcazione che raggiunge le coste, ha spiegato, porta con sé una domanda profonda sulla società contemporanea: «Che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?». Particolarmente toccante il messaggio rivolto alle donne vittime di tratta. Dopo aver ascoltato la testimonianza di una sopravvissuta, Leone ha ribadito che «ogni vita umana è una benedizione» e che «nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla». Alle vittime ha ricordato che la loro dignità resta intatta. «Se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile».

«Le mafie dei mari sono mostri che riducono in schiavitù»

Il Pontefice ha inoltre denunciato con forza le organizzazioni criminali che operano lungo le rotte migratorie, parlando di «mafie che trafficano nella disperazione» e di «trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini». Un sistema alimentato, secondo il Papa, anche dall’indifferenza di chi permette che i più vulnerabili vengano «inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio». In chiusura, Leone – dopo aver benedetto una croce con il legno delle imbarcazioni – ha rivolto parole di vicinanza ai migranti presenti: «Non siete numeri, né fascicoli. Siete persone con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare».

Foto copertina: ANSA/CIRO FUSCO | Papa Leone al porto di Port of Arguineguin, sull’isola di Gran Canaria, in Spagna, l’11 giugno 2026

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