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Assorbenti gratis nelle scuole: la Campania approva un progetto pilota. Cosa fanno il resto d’Italia e gli altri Stati

08 Luglio 2026 - 16:15 Olga Colombano
La mozione introduce distributori gratuiti negli istituti scolastici e rilancia la richiesta di abbassare l'IVA sui prodotti mestruali
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«Io ho un dubbio: se il ciclo mestruale ce lo avessero avuto gli uomini, molto probabilmente i prodotti igienici sarebbero già gratuiti». È la frase pronunciata del Consigliere regionale della Campania Davide D’Errico mentre propone un progetto pilota per distribuire gratuitamente i prodotti per le mestruazioni nelle scuole. La mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, mira a ridurre le diseguaglianze di genere e ad affrontare il tema della cosiddetta povertà mestruale. Una proposta che si inserisce in un Paese con l’iva sugli assorbenti al 10%, una tra le più alte d’Europa dove in media è intorno a 4%. La proposta non è una novità. Diversi Paesi europei e regioni italiane hanno adottato soluzioni simili. In Valle d’Aosta, per esempio, nel 2025 sono stati installati in tutte le scuole superiori distributori di assorbenti gratis per le studentesse.

Cosa succederà in Campania

La mozione, proposta dal consigliere regionale Davide D’Errico, prevede che gli istituti aderenti mettano a disposizione assorbenti gratuitamente per le studentesse. «Il ciclo mestruale non deve mai diventare vergogna, disagio o motivo di assenza da scuola. Anche questa è una delle tante ingiustizie di genere che dobbiamo affrontare», ha dichiarato D’Errico. Oltre alla distribuzione gratuita negli istituti, il progetto include campagne di sensibilizzazione sull’educazione mestruale con l’obiettivo di ridurre gli stigma e le disuguaglianze. La mozione impegna inoltre la Regione Campania a farsi portavoce, nelle sedi istituzionali, della richiesta di ridurre l’iva sui prodotti mestruali dal 10% al 4%, in linea con la media dei Paesi europei.

I Paesi europei dove vengono forniti gratis gli assorbenti

Il primo Paese al mondo a fornire prodotti igienici per le mestruazioni gratuitamente è la Scozia. Nel 2020, dopo aver iniziato a distribuire prodotti mestruali nelle scuole nel 2017, ha approvato una legge che garantisce l’accesso gratuito ad assorbenti e tamponi, disponibili nelle farmacie e in altri spazi pubblici. Anche la Francia ha introdotto nel 2021 delle misure per rendere gratuiti gli assorbenti per gli studenti e le studentesse. Sono stati installati distributori nelle università, nelle biblioteche o ancora nelle residenze studentesche. In più, dal 2026, per i minori di 26 anni e per chi ha un reddito basso viene rimborsata la spesa per l’acquisto di assorbenti o tamponi riutilizzabili. Anche la regione spagnola della Catalogna ha iniziato a distribuire gratuitamente dal 2024 coppette mestruali riutilizzabili, come coppette mestruali, mutande mestruali e assorbenti lavabili attraverso farmacie convenzionate.

Un’altra soluzione è abbassare l’iva

Molti Paesi europei invece hanno deciso di abbassare l’iva per rendere più accessibili ed economici i prodotti mestruali. Nazioni come IrlandaMalta e Cipro hanno iniziato così ad applicare lo zero per cento di iva su assorbenti e tamponi. La tendenza si è rafforzata dopo il 2021 quando, una nuova direttiva dell’Ecofin ha modificato le aliquote anche al di sotto del cinque per cento per i prodotti considerati di salute pubblica, quindi anche quelle sugli assorbenti. Così Paesi come Spagna, Polonia e Lussemburgo hanno abbassato l’iva tra il tre e il cinque percento. Mentre la Germania, è passata da un’iva del 17 al sette per cento.

La situazione in Italia

Nonostante normalmente in Italia i prodotti di prima necessità hanno un’aliquota del quattro per cento, i prodotti destinati all’igiene intima femminile restano ancora al dieci per cento. Con la legge di bilancio del 2022 il governo Draghi era riuscito a ridurre l’aliquota dal 22 al dieci per cento. Successivamente il governo Meloni l’aveva ancora ridotta al cinque per centro per un breve periodo per poi tornare nel 2024 ad essere del dieci. Al momento il dibattito sulla cosìdetta «tampon tax» resta quindi ancora aperto.

L’importanza dell’accesso a sistemi igienici femminili gratuiti

La mancanza di accesso a prodotti igienici viene chiamata povertà mestruale e non si tratta solo dell’impossibilità di acquistare assorbenti o tamponi, ma anche dell’assenza di bagni puliti, acqua corrente, privacy e consapevolezza sul tema. Secondo Banca Mondiale, Onu, Unicef, Save The Children e altre organizzazioni internazionali, delle 800 milioni di donne con utero che nel mondo ogni giorno hanno le mestruazioni sono circa 500 milioni non dispongono delle condizioni necessarie per gestire il ciclo in modo sicuro e dignitoso.

Secondo un’indagine realizzata da WeWorld e Ipsos, in Italia quasi una persona su sei dichiara di avere difficoltà ad acquistare prodotti mestruali a causa del loro costo.

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