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Prometteva affari vendendo prodotti per i cani della Regina Elisabetta: condannato a 9 anni il “re delle truffe” aretino

09 Luglio 2026 - 23:20 Francesca Milano
La regina elisabetta con i suoi cani
La regina elisabetta con i suoi cani
Roberto Meocci è stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze. Secondo i giudici si fingeva un membro della famiglia Menarini per convincere un’imprenditrice a investire in una falsa linea di prodotti per animali destinata anche alla Casa Reale britannica
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Creme, shampoo e accessori per cani e cavalli da vendere in mezzo mondo, fino ad arrivare – questa era la promessa – alla casa reale britannica. Un affare da sogno, costruito attorno all’idea di una linea esclusiva per gli animali della Regina Elisabetta II. Ma secondo il tribunale di Firenze era tutto falso: un castello di bugie messo in piedi da Roberto Meocci, 60 anni, originario di Sinalunga e residente ad Arezzo, già noto alle cronache come il “re delle truffe”.

Meocci è stato condannato dal tribunale di Firenze in primo grado a 9 anni di reclusione. Con lui, come riporta il Corriere di Arezzo, sono stati condannati anche tre complici, tra cui la moglie, con pene comprese tra 3 anni e 10 mesi e 6 anni e 2 mesi. Secondo il tribunale di Firenze, Meocci avrebbe avuto un ruolo di vertice e di organizzatore in un’associazione per delinquere finalizzata alle truffe.

La truffa che sfruttava il nome di Menarini

Il raggiro ruotava attorno a una falsa identità. Secondo l’accusa, Meocci non si presentava con il suo vero nome ma come “Riccardo Menarini”, fingendo quindi di essere parte della famiglia legata al gruppo farmaceutico Menarini. Quel nome, insieme a un biglietto da visita e a una messa in scena fatta di abiti eleganti, orologi di lusso e auto con autista, serviva a dare credibilità alle sue proposte commerciali legate a prodotti per animali destinati anche ai cani e ai cavalli della regina Elisabetta.

La vittima principale del processo è un’imprenditrice specializzata proprio nella vendita di prodotti per cani e cavalli: abbigliamento, accessori, shampoo e creme. Il primo incontro tra Meocci-Menarini e la donna era avvenuto il 17 settembre 2020 all’hotel Bulgari di Milano. In quella occasione Meocci si sarebbe presentato come un uomo d’affari interessato a sviluppare “progetti sulla cosmesi”.

Secondo i giudici, quello, però, era solo l’inizio del copione: con il passare delle settimane, la proposta del falso Menarini era diventata sempre più ambiziosa: alla donna era stata prospettata la possibilità di esportare i prodotti all’estero attraverso una rete di farmacie tra Gran Bretagna, Dubai e Grecia. Nella ricostruzione del processo compare anche un fantomatico imprenditore scozzese, presentato come proprietario di 147 farmacie e interessato ad avere l’esclusiva dei prodotti.

La ciliegina sulla torta di questa truffa era arrivata quando Meocci aveva proposto all’imprenditrice di creare una linea di altissimo profilo per la famiglia reale britannica, con collari personalizzati per i cani e forniture per i cavalli.

Per mandare avanti l’operazione, però, erano necessari soldi. Secondo quanto emerso nel processo, l’imprenditrice ha versato 77mila euro su un conto di una complice di Meocci.

I precedenti

Quella arrivata a Firenze è solo l’ultima condanna per Meocci, che era già finito più volte al centro delle cronache per truffe ai danni di imprenditori e commercianti. Nel 2022 era stato arrestato nell’ambito di un’altra indagine su presunti raggiri. In quella occasione era stata scoperta un’operazione da 37mila euro legata a una partita di orologi preziosi e un investimento nel mercato petrolifero.

Attualmente Meocci si trova ai domiciliari per motivi di salute. Su di lui pende anche un altro procedimento, legato all’ipotesi di certificati medici falsi.

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