Il «Castello delle Cerimonie» non riaprirà: la Cassazione conferma la confisca

Il Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto dal grande pubblico come il «Castello delle cerimonie», non riaprirà, almeno per il momento. La Cassazione ha respinto il ricorso con cui la famiglia Polese chiedeva di riaprire il processo che ha portato alla confisca della struttura per lottizzazione abusiva nel 2024. La battaglia legale, però, non è ancora conclusa: resta pendente un altro ricorso in Cassazione e a novembre il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sulla revoca delle licenze.
Perché il Castello delle cerimonie è stato confiscato
La vicenda giudiziaria va avanti da anni e riguarda la realizzazione del Grand Hotel La Sonrisa su un’area che, secondo i giudici, è stata trasformata in violazione delle norme urbanistiche. Per il reato di lottizzazione abusiva, nel febbraio 2024 è stata disposta la confisca dell’intero complesso, che è così passato allo Stato. Dopo la confisca, il Comune di Sant’Antonio Abate ha revocato le licenze per l’attività alberghiera e di ristorazione, costringendo la struttura a chiudere i battenti il 15 giugno scorso, dopo circa quarant’anni di attività. Nel frattempo l’amministrazione comunale, che oggi gestisce il complesso, ha avviato uno studio per decidere quale destinazione dare in futuro agli immobili e ai terreni.
Respinto il ricorso della famiglia Polese
Con la decisione depositata oggi, la Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dalla difesa della famiglia Polese, che chiedeva di riaprire il processo sulla lottizzazione abusiva. La richiesta era stata avanzata sostenendo che, nel precedente giudizio, non fossero state valutate nuove prove che, secondo i legali, avrebbero dimostrato l’insussistenza del reato. Anche la Procura generale aveva chiesto l’annullamento della sentenza e un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello di Roma, ma la richiesta congiunta è stata respinta. Le motivazioni della decisione saranno rese note con il deposito della sentenza.
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La battaglia legale non è ancora finita
Nonostante il rigetto del ricorso, la famiglia Polese non considera conclusa la vicenda. «C’è un altro ricorso pendente in Cassazione, fondato su una ragione giuridica diversa e finalizzato sempre a ottenere la revoca della confisca», ha spiegato l’avvocato Dario Vannetiello. Resta inoltre aperta la partita sulle autorizzazioni amministrative: dopo la confisca, il Comune di Sant’Antonio Abate ha revocato le licenze necessarie per svolgere le attività alberghiere e di ristorazione. La famiglia Polese ha impugnato questo provvedimento davanti al Consiglio di Stato, che dovrà esprimersi nel merito il prossimo 24 novembre. Nel frattempo, il Castello delle cerimonie resta chiuso.
Il successo grazie al «Boss delle cerimonie»
Il Grand Hotel La Sonrisa era diventato famoso in tutta Italia grazie al docu-reality di Real Time Il Boss delle cerimonie, poi diventato Il Castello delle cerimonie, andato in onda dal 2014 al 2024. La struttura era una delle location più richieste per matrimoni, comunioni, battesimi e feste private, arrivando a ospitare circa 1.300 eventi all’anno e trasformandosi in un simbolo della provincia napoletana.

