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Stangata Ue ad AliExpress, multa da 550 milioni per la vendita di prodotti «illegali o contraffatti». Cosa succede ora

20 Luglio 2026 - 16:29 Olga Colombano
Alibaba
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La multa della Commissione Ue alla piattaforma cinese per i mancati controlli: è la più salata mai comminata col Digital Services Act
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La piattaforma di e-commerce cinese AliExpress è stata multata dall’Unione europea per 550 milioni di euro per aver violato gli obblighi previsti dalla normativa Ue sui servizi digitali. Si tratta della sanzione più elevata mai comminata dalla Commissione europea nel quadro del Digital Services Act entrato in vigore nel 2023, superando quelle già comminate a X di Elon Musk e all’altro colosso cinese dell’e-commerce, Temu. Secondo l’esecutivo Ue, AliExpress non avrebbe valutato e mitigato diligentemente i rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla piattaforma di e-commerce. Ora AliExpress ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d’azione con una serie di misure per porre rimedio alle violazioni contestate.

La multa della Commissione europea

L’indagine era stata aperta il 14 marzo 2024 per verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali in materia di rischi sistemici, moderazione dei contenuti, trasparenza, tracciabilità dei venditori e accesso ai dati. Nel giugno 2025 la Commissione aveva reso vincolanti alcuni impegni assunti da AliExpress su parte delle contestazioni, ma aveva mantenuto aperto il procedimento sulle carenze nella valutazione e nella prevenzione dei rischi connessi alla diffusione di prodotti illegali. Secondo la Commissione esiste anche uno squilibrio tra il numero dei moderatori e il volume dei prodotti potenzialmente illegali da verificare. L’esecutivo Ue contesta inoltre il funzionamento dei sistemi di raccomandazione e della pubblicità online, che avrebbero continuato a promuovere prodotti illegali o contraffatti prima della loro rimozione dalla piattaforma.

La replica di AliExpress

In una nota, AliExpress definisce la sanzione «sproporzionata» e sostiene che «non riflette adeguatamente il nostro quadro normativo consolidato e i significativi miglioramenti proattivi che abbiamo apportato». L’azienda afferma di stare «esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili», ribadendo al tempo stesso di essere «fermamente impegnata a rispettare i propri obblighi». Secondo la società, negli ultimi anni sono state investite «risorse considerevoli nella valutazione e mitigazione dei rischi, nella sicurezza dei prodotti e nella tutela dei consumatori». AliExpress dovrà ora presentare entro il 20 ottobre un piano di adeguamento alle richieste della Commissione europea.

La multa record e l’impatto sui bilanci di Alibaba

La sanzione da 550 milioni di euro è la più alta mai inflitta dalla Commissione europea nell’ambito della legge sui servizi digitali. Supera infatti quelle già comminate a Temu (200 milioni di euro) e a X, il social network di Elon Musk (120 milioni di euro). Nonostante l’importo record, la multa rappresenta meno dell’1% dei ricavi registrati lo scorso anno dalla casa madre di AliExpress, Alibaba, pari a circa 122 miliardi di euro. In base al DSA, la Commissione avrebbe potuto imporre una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale dell’azienda.

In copertina: La sede di Alibaba all’interno dell’AI Park di Shanghai – 19 marzo 2026 (Ansa/Epa – Alex Plavevski)

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