Film, serie tv e sport: un europeo su 3 ha un abbonamento alle piattaforme di streaming. In Italia solo 1 su 5

Per guardare una serie, ascoltare musica o seguire una partita gli europei sono sempre più disposti a pagare. Nel 2025 quasi un utente su tre, il 32,7%, ha attivato un abbonamento per film, serie o sport in streaming. Gli italiani, però, sono meno propensi a questa spesa: solo il 20,1% ha un abbonamento attivo. Una distanza di 12 punti percentuali rispetto alla media Ue che colloca il nostro Paese nella parte bassa della graduatoria.
Dati più bassi per la musica: la quota degli abbonati Ue è del 23%, mentre scende al 7,2% per giornali, riviste e siti di informazione online. È quanto emerge dai dati Eurostat sugli acquisti di contenuti digitali.

Fonte: Eurostat
Dall’Irlanda alla Bulgaria, oltre 50 punti di differenza
I numeri cambiano in maniera significativa da un Paese all’altro. In Irlanda il 63,9% degli utenti internet paga per contenuti di intrattenimento online. Seguono la Danimarca, con il 61,1%, e i Paesi Bassi, con il 59,2%. All’ultimo posto c’è la Bulgaria, che si ferma al 9,3%. Tra i due estremi ci sono più di 54 punti percentuali.
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Anche per la musica il Nord Europa occupa i primi posti. La Svezia guida con il 52%, seguita dall’Irlanda al 51%. Paesi Bassi e Danimarca sono poco sotto, rispettivamente al 50 e al 49%, mentre in Bulgaria si scende al 7%.
L’indagine riguarda le persone tra i 16 e i 74 anni che hanno utilizzato internet nei tre mesi precedenti alla rilevazione. Le categorie possono sovrapporsi: la stessa persona può pagare contemporaneamente più servizi.

Fonte: Eurostat
Le notizie si leggono, ma pochi pagano
Il divario è ancora più netto per l’informazione. Nel 2025 il 71% degli utenti internet dell’Unione europea ha consultato quotidiani o riviste digitali. Solo il 7,2% aveva sottoscritto un abbonamento.
Tra i 16 e i 24 anni il 62% legge notizie online, ma solo il 4% paga per accedervi, contro circa l’8% delle altre fasce d’età.
Conta il livello di istruzione: si informa sul web l’83% degli utenti con un titolo di studio più alto, scende al 53% la percentuale di chi ha studiato meno o non possiede un titolo formale.

