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Bill Gates e i rischi dell’AI: «È lo strumento più pericoloso mai inventato». E propone una «token tax» per salvare i posti di lavoro

26 Agosto 2026 - 13:10 Bruno Gaetani
bill gates pericoli intelligenza artificiale
bill gates pericoli intelligenza artificiale
Secondo il fondatore di Microsoft, la gestione dell'intelligenza artificiale dovrebbe essere la massima priorità mondiale: «L'autoregolamentazione non basta»
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La gestione dei pericoli legati all’intelligenza artificiale dovrebbe essere «la massima priorità del mondo». A dirlo è Bill Gates, che in una lunga intervista rilasciata al New York Times mette in guardia sui rischi dell’AI e invita governi e aziende a intervenire con urgenza. Secondo il cofondatore di Microsoft, l’industria tecnologica è ben consapevole della situazione ma pubblicamente sta minimizzando i rischi per non compromettere gli enormi investimenti in corso. «In privato, le persone che capiscono quanto siano valide queste tecnologie e quanto stiano migliorando sono molto preoccupate», sostiene Gates. Eppure, pochi dirigenti del settore tecnologico sono disposti ad ammetterlo pubblicamente: «Ora si dicono tra loro: “Ehi, non dirlo. È un male per noi, per il prossimo trilione di dollari che stiamo cercando di raccogliere”».

L’impatto dell’AI sul mondo del lavoro

Nell’intervista con il New York Times, Bill Gates dice di essere rimasto sorpreso dai progressi dell’intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda le loro capacità di coding. Ma è soprattutto sul lavoro che il suo giudizio si discosta dall’ottimismo prevalente nella Silicon Valley. Le precedenti rivoluzioni tecnologiche, osserva Gates, hanno finito per creare più posti di lavoro di quanti ne abbiano eliminati. Stavolta, invece, potrebbe essere diverso. L’AI minaccia infatti di diffondersi contemporaneamente in molti settori, lasciando meno spazio per assorbire i lavoratori espulsi da un comparto all’altro.

Una «token tax» contro la disoccupazione di massa

Per questo Gates, propone di istituire una «token tax», una tassa sull’utilizzo dell’IA calcolata sulle unità di elaborazione utilizzate dai sistemi. L’obiettivo è presto detto: rendere meno conveniente sostituire il lavoro umano con quello delle macchine e finanziare il sostegno a chi perderà il proprio posto in azienda. L’ex numero uno di Microsoft, inoltre, propone di riservare alcuni lavori agli esseri umani. È il principio che definisce «Human Reserved» e che riguarderebbe mansioni come l’assistenza alle persone.

Il rischio di bioterrorismo

Un’altra preoccupazione di Gates è che l’AI venga utilizzata per bioterrorismo e progettare nuovi agenti patogeni. Su questo punto, il fondatore di Microsoft chiede accordi internazionali e controlli obbligatori sui sistemi capaci di essere impiegati per creare nuove molecole potenzialmente pericolose. E respinge senza mezzi termini l’idea che possa bastare l’autoregolamentazione dell’industria: «Autoregolamentazione sullo strumento più pericoloso mai inventato? No, grazie». E poi aggiunge: «Non mi piace portare cattive notizie alle persone e non mi piace dire che l’innovazione potrebbe essere complessivamente negativa. Ma è lì che siamo».

Foto copertina: EPA/Gian Ehrenzeller | Bill Gates al World Economic Forum di Davos

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