Roggero, la corsa a destra per una legge dedicata a lui: la Lega vuole cambiare il codice, FdI bloccare i risarcimenti. Gelo da Forza Italia

Il caso di Mario Roggero non riapre soltanto il dibattito sulla legittima difesa. Riaccende anche la competizione a destra sul fronte della sicurezza. Ieri, 20 luglio, la Lega ha deposita un disegno di legge per rendere non punibile chi reagisce a un’aggressione armata, oggi Fratelli d’Italia rilancia un vecchio ddl contro i risarcimenti ai rapinatori, mentre Futuro Nazionale di Vannacci accusa la maggioranza e ricorda le proposte già avanzate ad aprile con i propri emendamenti. A spezzare il fronte è Forza Italia, che difende le norme attuali e avverte: «non voteremo norme che rischiano di abbattere lo Stato di diritto».
La Lega: sia non punibile «qualsiasi reazione»
La proposta più radicale arriva dal senatore leghista Claudio Borghi. Il ddl depositato a Palazzo Madama modifica l’articolo 52 del codice penale e introduce una nuova causa di non punibilità per chi reagisce a un’aggressione armata nel proprio domicilio o nel luogo di lavoro.
Il nuovo comma stabilisce che, «in caso di aggressione a mano armata all’interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta».
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Il principio rivendicato dal ddl è che chi decide di introdursi armato nell’abitazione o nel luogo di lavoro altrui «assume consapevolmente il rischio delle conseguenze derivanti dalla reazione della vittima». La proposta punta così a superare gli orientamenti della Cassazione che, anche dopo le riforme del 2006 e del 2019, hanno confermato la necessità di verificare in concreto la proporzionalità della difesa.
Salvini: «Mario fuori dal carcere, esistono pene alternative»
La norma sulla legittima difesa proposta dalla Lega, però, «non può riguardare il caso di Mario Roggero, che purtroppo è in carcere e spero ci rimanga il meno possibile». Lo riconosce Matteo Salvini, che indica un’altra strada: «La pena è stata comminata in via definitiva, ma si può scontare non solo in carcere: penso ai domiciliari, ai servizi socialmente utili, ai servizi a favore della comunità». Quanto alla riforma, il leader del Carroccio assicura che la Lega ci lavora «da mesi, non da ore» e sostiene che la legge del 2019 debba essere «aggiornata al 2026», perché da chi viene minacciato a mano armata «non si può pretendere una totale e assoluta lucidità».
FdI rilancia un ddl fermo dal 2025
Fratelli d’Italia si concentra invece sui risarcimenti. Alla Camera presenta l’iniziativa «Mai più delinquenti risarciti dalle vittime», ripescando un disegno di legge depositato al Senato nel giugno 2025, a prima firma di Raffaele Speranzon. Il testo da allora è rimasto nelle secche della commissione Giustizia di Palazzo Madama.
La proposta non amplia la disciplina della legittima difesa e non interviene sulla responsabilità penale. Agisce invece sul piano civile, modificando l’articolo 2044 del codice civile. Nei casi di eccesso colposo, il risarcimento dovrebbe essere diminuito e verrebbe escluso del tutto quando il danneggiato abbia agito consapevolmente, si legge, «con violenza non lieve alla persona o al patrimonio» oppure con la minaccia di utilizzare armi o altri mezzi di coazione fisica.
Secondo Francesco Filini, il ddl serve a «sanare quel cortocircuito giuridico che vede il paradosso per il quale la vittima si trova costretta a risarcire i suoi aggressori». Per accelerarlo, le ipotesi sul tavolo sarebbero tre. La più rapida è un emendamento al decreto Giustizia e immigrazione in discussione al Senato. Le alternative sono chiedere la priorità per il ddl Speranzon oppure abbinarlo al nuovo disegno di legge governativo sulla sicurezza. L’intervento, ad ogni modo, non potrebbero eliminare i risarcimenti disposti nel caso Roggero, non avendo effetto retroattivo.
Futuro Nazionale prepara l’interrogazione
Nel derby a destra si inserisce Futuro Nazionale, ormai spina nel fianco della maggioranza. Il partito di Roberto Vannacci rivendica di avere già presentato, durante l’esame del decreto Sicurezza nell’aprile 2026, emendamenti per ampliare la legittima difesa e impedire che ladri e rapinatori, o i loro familiari, potessero ottenere risarcimenti dalle persone aggredite. Quegli emendamenti furono bocciati anche con i voti della maggioranza; il divieto di risarcimento fu poi riproposto attraverso un ordine del giorno, respinto a sua volta.
«Il caso Roggero mostra la spaccatura del Parlamento», attacca Rossano Sasso intervenendo in Aula alla Camera per chiedere un’informativa urgente al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Da una parte, sostiene il deputato, c’è la sinistra che considera Roggero «un assassino da lasciare in galera e spogliato di tutto per risarcire i rapinatori». Dall’altra «il centrodestra moderato che oggi rincorre le proposte di Futuro Nazionale, ma che ad aprile ha votato contro i nostri emendamenti».
Il muro di Forza Italia: «Proposta inaccettabile»
A marcare la distanza dagli alleati è Forza Italia. Il sottosegretario alla Giustizia Paolo Sisto boccia il ddl Borghi già nel metodo e nel merito: «Dispiace che una proposta di tale rilevanza sia stata avanzata senza un preventivo confronto con gli altri alleati di governo». Ma soprattutto, avverte, le norme sponsorizzate dalla Lega «per conformazione e asistematicità rischiano di creare più incertezze che soluzioni». La proposta, «così com’è, è inaccettabile».
Sul caso Roggero, insomma, il centrodestra condivide la solidarietà al gioielliere, ma non la soluzione. Ancora più netta la capogruppo azzurra al Senato Stefania Craxi: «Forza Italia è una forza della ragione, non agisce d’impulso o sull’emotività scatenata dal fatto di cronaca del momento. Le buone leggi e le buone riforme hanno bisogno di tempo e maturazione».

