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Giorgia Meloni si dissocia dal video AI di Vannacci, l’attacco a Conte e Schlein sul caso Fakir: «Io condanno odio e violenza, e voi?»

21 Luglio 2026 - 17:40 Diego Messini
Vannacci Meloni La Russa
Vannacci Meloni La Russa
La premier prende le distanze dalla clip postata su un account vicino al Generale, ma provoca le opposizioni su Bologna
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Giorgia Meloni si dissocia dall’ultima iniziativa digitale di Roberto Vannacci, quel video generato con l’AI – postato lunedì su un account a lui vicino – in cui si vede il Generale condannare a morte i malcapitati Elly SchleinGiuseppe ConteRomano Prodi e Laura Boldrini, il tutto nelle vesti di imperatore romano con a fianco gli “avatar” della stessa Meloni e di Ignazio La Russa. «Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico», scrive Meloni sui social, dopo aver ricordato che quel filmato è stato «diffuso da un altro partito di opposizione» – definizione abrasiva per quel Futuro Nazionale tentato dal riavvicinamento col centrodestra – con lei stessa «inserita a mia insaputa». La premier dice di non aver alcuna difficoltà dunque a prendere le distanze da quell’iniziativa, come chiesto dalle opposizioni. «Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario», chiarisce Meloni condannando l’iniziativa di Vannacci o dei suoi. Una dichiarazione di principio utile però ad assestare altre critiche alle opposizioni.

L’affondo sul centrosinistra: «Anche tra voi c’è chi incita all’odio»

Meloni chiede infatti che sulla base degli stessi princìpi pure Conte, Schlein, Fratoianni & co. condannino altri episodi di incitamento all’odio o alla violenza che provengono dal loro campo politico-culturale. «Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Partito Democratico arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici. Mi aspetto la stessa fermezza quando autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra, davanti a vicende ancora al vaglio della magistratura, scelgono di alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le Forze dell’Ordine e offrire il pretesto a chi trasforma le piazze in luoghi di violenza». Un chiaro riferimento alle polemiche e agli scontri avvenuti a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir, un fatto definito nelle scorse ore dalla premier «inaccettabile», tanto quanto però la delegittimazione o ancor peggio la violenza nei confronti della polizia.

La violenza come «debolezza» e la solidarietà alla polizia

«La condanna delle parole d’odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di intimidazione politica non può valere solo quando è utile alla polemica del momento. Deve valere sempre. Senza eccezioni. Senza doppi standard», mette in chiaro Meloni, per la quale l’uso della violenza in politica altro non è che «una dimostrazione di debolezza e di insicurezza» perché «chi è davvero forte non ha bisogno di ostentarlo». Infine, la difesa a braccetto tanto del confronto rispettoso tra le idee quanto del lavoro dell polizia. «Per questo continuerò a respingere ogni forma di odio e di violenza, a difendere il confronto civile e a rispettare il lavoro di chi serve lo Stato, anche quando significa assumersi la responsabilità di esporsi in prima persona. Mi auguro che tutti abbiano lo stesso coraggio», conclude la riflessione la premier.

In copertina: Un frame del video postato sull’account Ig “Robertus Vannaccius” con in bella vista gli avatar del Generale, di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa

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