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Ue, missione (im)possibile per Fitto: riunificare Cipro. L’ultimo muro d’Europa e l’assist di von der Leyen: «Lui può farcela»

22 Luglio 2026 - 13:41 Simone Disegni
Fitto Von der Leyen
Fitto Von der Leyen
Il nuovo incarico per l'ex ministro di Meloni: arrivare a una soluzione «strutturale e duratura» al conflitto latente dal 1974
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I piani di ripresa nazionale e i fondi di coesione, l’agroalimentare e la pesca, il turismo e la mobilità. Spedito da Giorgia Meloni a Bruxelles dopo le elezioni europee del 2024, Raffaele Fitto si è ritagliato una posizione di tutto rispetto al cuore della Commissione Ue, come vicepresidente esecutivo con delega a Coesione e riforme. E col suo stile felpato e la sua rete di rapporti consolidata prima nei lunghi anni al Parlamento europeo, poi nel biennio da ministro degli Affari europei, si è presto conquistato stima e credito tra colleghi e interlocutori chiave. Ora a dimostrazione della fiducia che nutre in lui, Ursula von der Leyen ha chiamato l’ex presidente della Regione Puglia al grande salto, con un incarico delicatissimo: Fitto è stato nominato rappresentante speciale della Commissione per Cipro. Obiettivo, niente meno, porre le basi per la riunificazione dell’isola, divisa da ormai oltre 50 anni dall’«ultimo muro d’Europa». Missione possibile per l’ex enfant prodige della Dc pugliese?

Cipro, la divisione militare e le prove di riunificazione

Storico avamposto commerciale nell’Est del Mediterraneo e possedimento inglese sino al 1960, Cipro è divisa in due militarmente da quando, nel luglio 1974, la Turchia la invase in reazione al colpo di Stato nazionalista con cui la giunta dei Colonnelli in Grecia aveva deposto il governo sull’isola guidato dall’Arcivescovo Makarios III. Il blitz militare turco portò all’occupazione della parte nord di Cipro, per un’area pari a circa il 36% dell’isola, e in Grecia alla caduta del regime. Ad agosto del ’74 l’Onu riuscì a mediare un cessate il fuoco e istituire una zona cuscinetto pattugliata dai caschi blu. Da allora la situazione è rimasta cristallizzata: nella parte nord Ankara ha costituito la Repubblica Turca di Cipro Nord, non riconosciuta dalla comunità internazionale, e la “Linea Verde” è diventata un confine invalicabile, dividendo la stessa capitale Nicosia. Dal 2003 sono stati aperti (anche ai turisti) dei passaggi tra le due Repubbliche, e da anni l’Onu si spende per provare a risolvere il conflitto, ma sin qui senza esito. Nel 2004 Cipro (quella a sud riconosciuta a livello internazionale) è entrata nell’Ue, ma nello stesso anno proprio i greco-ciprioti hanno respinto in un referendum popolare il piano di riunificazione dell’isola proposto dall’Onu (approvato invece alle urne dai turco-ciprioti).

La spinta dell’Ue su Cipro e la missione di Fitto

La stessa Ue ha ovviamente interesse a che il conflitto, più simbolico che concreto, finalmente si risolva. I rapporti con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan sono tornati sereni, nonostante le gravi violazioni dello stato di diritto in quel Paese, soprattutto per l’importanza geopolitica di Ankara – riaffermata nelle scorse settimane col vertice Nato. E in Grecia gli “spiriti” nazionalisti paiono sotto controllo. Bisogna passare però dalle parole ai fatti, e ora la Commissione butta nella mischia Fitto. «Porterà la sua lunga esperienza nella governance europea, nella cooperazione regionale e nel dialogo istituzionale», ha evidenziato l’esecutivo Ue nell’annunciare la sua nomina. La sua nomea di paziente tessitore di rapporti, insomma, da tratto politico-personale può diventare un asset diplomatico, fa capire la Commissione. Un po’ come accaduto con Luigi Di Maio, altro politico italiano balzato in un alto ruolo diplomatico con la nomina (già rinnovata) a Rappresentante Speciale per il Golfo. Oggi l’incarico di Fitto entra nel vivo, con il primo incontro con María Ángela Holguín Cuéllar, l’inviata speciale Onu per Cipro. L’ex ministro di Meloni pensa in grande: intende creare le condizioni per negoziati in grado di portare a una soluzione «strutturale e duratura» al conflitto che dilania l’isola dal 1974, ha fatto sapere un portavoce della Commissione. Dovesse riuscirci, sarebbe per lui, von der Leyen e l’Ue un successo storico.

Un checkpoint di passaggio tra le “due Repubbliche” di Cipro – Nicosia, 24 novembre 2019 (Ansa/Epa – Katia Christodoulou)

In copertina: La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen col suo vice Raffaele Fitto (Ansa/Epa – Olivier Hoslet)

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