Terrore in piscina: la teoria del complotto sul rame dell’élite

Diverse condivisioni su Instagram riportano un post-carosello riguardo alla teoria del complotto sul rame che prima sarebbe stato sufficiente a rendere l’acqua sicura, mentre adesso si usa il cloro che invece sarebbe tossico. Il tutto ci verrebbe nascosto dalle «élite», per ragioni non meglio precisate.
Per chi ha fretta
- Un post virale sostiene che nel Novecento le piscine fossero rivestite di rame per purificare l’acqua e “guarire” i nuotatori, prima che le «élite» lo sostituissero con il cloro tossico.
- Non esiste alcun riscontro storico o scientifico sull’uso del rame per rivestire e disinfettare le piscine. L’azione antibatterica del rame richiede molte ore di contatto e non è idonea a sanificare grandi volumi d’acqua da bagno in tempo reale.
- Il cloro viene impiegato nei limiti normativi previsti dalla legge per proteggere i bagnanti da patogeni e batteri.
Il Contesto
Il post-carosello in oggetto contiene il seguente testo:
Hanno tolto il rame dalle piscine e lo hanno sostituito con il cloro. Ma perché?
Per tutto il 1900 le piscine erano rivestite di rame – un materiale naturale che possiede capacità naturali.
Si sapeva che il rame è naturalmente antibatterico, il che significa che il rame purificava naturalmente l’acqua in cui le persone nuotavano senza bisogno di cloro, che è tossico.
Ma non è tutto. Gli ioni di rame venivano trasferiti nell’acqua e questi trattengono una carica elettrica.
Questi stessi ioni di rame venivano poi assorbiti attraverso la pelle delle persone che nuotavano in piscina.
È dimostrato che gli esseri umani funzionano a elettricità e ne hanno effettivamente bisogno per funzionare, quindi le persone venivano guarite istantaneamente dall’acqua con il rame.
Tuttavia, non appena le élite si resero conto che il rame era estremamente potente, lo rimossero e lo sostituirono con il cloro, che è tossico.Ti potrebbe interessare
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I falsi miti su rame e acqua
Queste narrazioni secondo cui l’acqua bevuta nelle tazze di rame avrebbe capacità miracolose non sono nuove, come dimostrano le analisi della collega Uliana Malashenko di Lead Stories e dei colleghi di AFP Fact Check. Si tratta di tesi prive di fondamento.
Certamente il nostro corpo necessita del rame per funzioni biologiche cruciali, per esempio nel sistema immunitario e nello sviluppo cerebrale. Non di meno, la dieta quotidiana fornisce già tutto il rame necessario a un organismo sano. Al contrario, un consumo eccessivo di questo metallo provoca nausea, vomito, diarrea e forti dolori addominali.
La credenza popolare secondo cui il rame darebbe all’acqua una funzione purificante immediata travisa i dati scientifici. Sebbene il rame possieda proprietà antimicrobiche contro alcuni patogeni, questo effetto richiede molte ore di contatto continuo. l tossicologo John Musgrave spiega che versare l’acqua in una tazza e berla subito non offre alcun beneficio, poiché il liquido deve riposare nel contenitore per un lungo periodo prima di accumulare una quantità sufficiente di ioni.
«Se prendi solo una tazza d’acqua in una tazza di rame e inizi a berla – spiega il Tossicologo ad AFP -, non hai abbastanza tempo per acquisire abbastanza ioni di rame. [L’acqua] deve riposare nella tazza per un lungo periodo. È stato dimostrato che i vasi di rame per conservare l’acqua uccidono i batteri, ma ancora una volta devi lasciarlo lì per un po’ – non è solo colpirlo in una tazza e berlo e va tutto bene». Uno studio in vitro del 2012 ha rilevato che il rame elimina il batterio del colera nelle colture dopo ben sedici ore di conservazione nel recipiente, tuttavia, i ricercatori non escludo che tale azione del rame possa completarsi anche in un lasso di tempo inferiore.
Il falso allarme sul cloro delle piscine
La disinformazione non si limita ai falsi benefici, ma crea anche fobie ingiustificate contro il cloro. Tutto questo deriva da precedenti narrazioni secondo le quali tale sostanza calcificherebbe la ghiandola pineale, compromettendo la capacità di pensiero critico degli individui; una tesi simile che avevamo analizzato riguarda il fluoro dei dentifrici.
La ghiandola pineale produce la melatonina, un ormone fondamentale per regolare il sonno; negli studi la sua calcificazione si associa generalmente al naturale processo di invecchiamento. Il neurologo Christopher Giza intervistato da Malashenko ha chiarito che la medicina non conosce le cause esatte di questo fenomeno, il quale potrebbe rivelarsi un riscontro clinico del tutto casuale.
Nessuna ricerca scientifica seria collega l’esposizione al cloro delle piscine alla calcificazione della ghiandola pineale; questa sostanza svolge unicamente la funzione di disinfettare l’acqua per proteggere i bagnanti. Chiaramente vanno rispettati dei limiti, che sono normati, come in tutti i Paesi, in special modo quelli dell’Unione europea; perché da sempre è la dose che fa il “veleno”.
Conclusioni
Non esistono riscontri storici né evidenze scientifiche a supporto della tesi secondo cui le piscine del Novecento venissero rivestite di rame per purificare l’acqua o “guarire” le persone. L’azione antimicrobica del rame richiede un tempo di contatto prolungato e non è adatta a sanificare grandi volumi d’acqua in continuo ricircolo. La narrazione sul cloro come sostanza velenosa imposta da presunte élite è una teoria del complotto priva di fondamento: il cloro viene impiegato in concentrazioni strettamente regolamentate con l’unico scopo di eliminare microrganismi patogeni e tutelare la salute pubblica.
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