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L’UE non prepara campi per i dissidenti contrari alla guerra

31 Luglio 2026 - 13:17 Juanne Pili
Immagini di normali esercitazioni militari per la gestione di prigionieri di guerra vengono decontestualizzate e distorte sui social network, ricalcando le narrazioni della propaganda russa
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Diverse condivisioni Facebook (per esempio qui e qui) contribuiscono a diffondere narrazioni provenienti dalla propaganda di Mosca riguardo a presunti «campi di concentramento» europei: nel caso più grave, strutture destinate a internare i cittadini contrari alla guerra, come i nazisti. La prima clip, realizzata da Nicolai Lilin, riguarda un’esercitazione nell’area di Marnehuizen in Olanda. Il secondo filmato è prodotto da una nota pagina Telegram nota per diffondere materiale complottista e No vax; nel video in oggetto si parla dell’esercitazione avvenuta a Namejs, in Lettonia, nel 2025. Non esiste alcun progetto europeo di internamento di civili o dissidenti.

Per chi ha fretta

  • Un video diffuso da una pagina Telegram complottista accusa l’UE di preparare «campi per dissidenti contrari alla guerra come i nazisti»: le immagini vengono dall’esercitazione lettone Namejs 2025, una regolare manovra difensiva NATO che non prevedeva alcun campo di prigionia.
  • Un secondo video, del blogger Nicolai Lilin, mostra l’esercitazione olandese a Marnehuizen (giugno 2026): l’esercito dei Paesi Bassi ha testato una struttura temporanea per prigionieri di guerra militari russi in caso di invasione. Lilin la chiama «campo di concentramento», ma nella trascrizione riconosce che è destinata «esclusivamente ai soldati e ufficiali russi».
  • Le narrazioni complottiste ricalcano fedelmente le accuse infondate diffuse dai canali diplomatici e dai media di Stato russi come RIA Novosti e Sputnik.

Il contesto

Potete recuperare le trascrizioni integrali dei due filmati su Turboscribe (qui e qui). Il filmato di Lilin è accompagnato dalla seguente didascalia:

Screenshot del video di Nicolai Lilin sull'esercitazione militare olandese a Marnehuizen

Nel secondo filmato leggiamo invece quanto segue:

Screenshot del video Telegram con la didascalia sui campi per dissidenti in Lettonia

L’ombra della propaganda russa

Nel giugno 2026 l’esercito olandese ha realmente sperimentato nell’area per l’addestramento militare di Marnehuizen un modello di struttura in grado di ospitare fino a 2.000 prigionieri di guerra. Lo scenario della simulazione era un conflitto su larga scala contro un’invasione russa. Era la prima esercitazione olandese di questo tipo da oltre trent’anni. Per evitare l’avverarsi di questo scenario è sufficiente che Mosca non invada l’Unione europea.

Nella trascrizione del suo video Lilin cita il giornale olandese Algemeen Dagblad e riconosce espressamente che la struttura è «destinata esclusivamente ai soldati e ufficiali russi». Il suo claim è dunque più limitato di quello del video Telegram: non parla di dissidenti civili europei. Usa però il termine «campo di concentramento» per una struttura militare temporanea per POW, accosta l’esercitazione al lascito nazista europeo e cita le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e dell’ambasciata russa all’Aia — riprendendo e amplificando le stesse accuse lanciate dalla propaganda di Stato russa.

Lo stesso discorso vale per le esercitazioni avvenute a Namejs in Lettonia tra il 2 settembre e l’8 ottobre 2025. Si trattava di un’esercitazione delle forze armate lettoni. Le operazioni hanno coinvolto circa 12.000 militari, riservisti e membri della Guardia nazionale, insieme a contingenti alleati. Anche in questo caso è sufficiente che Mosca non minacci la Lettonia per evitare che questo scenario si avveri.

In entrambi i filmati si fanno paragoni coi campi di concentramento nazisti. Non si capisce quale elemento delle esercitazioni possa aver portato gli autori a trarre tali conclusioni, che risultano totalmente infondate.

All’origine di queste narrazioni troviamo sempre la macchina della propaganda russa. Nel caso dell’esercitazione in Olanda tutto parte dalle accuse dell’ambasciata russa all’Aia, riportate il 15 giugno da RIA Novosti. I diplomatici russi hanno descritto questo genere di operazioni come «iniziative anti-russe», facendo paragoni col passato nazista europeo e ricordando che la Russia avrebbe esperienza nella «liberazione dai campi».

Per quanto riguarda l’esercitazione in Lettonia, troviamo ugualmente fonti vicine a Mosca. «La NATO si prepara alla guerra, ai campi di prigionia in stile hitleriano e al blocco della Russia», titolava Sputnik. Il video Telegram aggiunge il frame dei «dissidenti civili» che non compare nemmeno nelle fonti russe originali.

Conclusioni

I video circolati sui social network decontestualizzano e distorcono normali esercitazioni militari e difensive europee e della NATO. L’allestimento temporaneo di strutture per la gestione di eventuali prigionieri di guerra militari (in un ipotetico scenario di invasione) viene arbitrariamente descritto come la costruzione di «campi di concentramento» per i cittadini europei dissidenti o contrari alla guerra. Non esiste alcun riscontro di progetti di internamento o di deportazione di civili all’interno dell’Unione Europea. Le tesi diffuse nei video ricalcano la propaganda istituzionale e diplomatica del Cremlino.

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