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Franco Baresi è morto: aveva una nodulazione polmonale

31 Luglio 2026 - 07:51 Alba Romano
franco baresi morto malattia
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La bandiera del Milan aveva subito un intervento di asportazione del nodulo. Nelle scorse settimane il peggioramento
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Nella notte è morto Franco Baresi. La bandiera milanista aveva 66 anni. Lo annuncia il Milan su X: «La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura».

La morte di Franco Baresi

«Viva la vita», aveva scritto Baresi sui social lo scorso novembre, solo tre mesi dopo l’intervento di asportazione del nodulo. Parole che avevano fatto ben sperare, dato che a dicembre è tornato in tribuna a San Siro, accolto da un lungo applauso di bentornato da parte di tutto lo stadio. Un’immagine forte è stata vederlo tedoforo a San Siro durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina, in coppia con un altra bandiera del calcio meneghino, Beppe Bergomi. Più di recente, in un’intervista alla Stampa, ha detto la sua all’indomani della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, una pena in più per il campione del mondo del 1982, pur senza scendere in campo durante il torneo, e vicecampione nel 1994, quando invece era il capitano della nazionale.

Chi era Franco Baresi

Franco Baresi è stato la bandiera del Milan che ha cambiato il ruolo del libero. Nato a Travagliato (Brescia) l’8 maggio 1960, è ntrato nel settore giovanile del Milan da ragazzo, ha esordito in Serie A il 23 aprile 1978, a soli 17 anni. Da allora ha vestito esclusivamente la maglia rossonera, collezionando 719 presenze ufficiali fino al ritiro nel 1997. Con il Milan ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe Italiane. Il suo ruolo era quello del libero moderno, dotato di straordinaria intelligenza tattica, senso della posizione e capacità di impostazione, è stato il leader della celebre linea difensiva composta anche da Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini.

Il libero e il centrale di difesa

La sua interpretazione del ruolo ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di difensore centrale. Al termine della carriera il Milan ha ritirato la maglia numero 6, riservandogli un omaggio destinato a pochissimi giocatori. Con la Nazionale italiana ha collezionato 81 presenze e ha partecipato a tre Campionati del Mondo. Ha fatto parte della rosa che ha conquistato il titolo mondiale nel 1982 e nel 1994 ha guidato gli azzurri fino alla finale di Pasadena contro il Brasile. Rientrato in tempi record dopo un intervento al menisco, ha disputato una finale di altissimo livello, conclusasi con la sconfitta ai calci di rigore. Ha preso parte anche ai Mondiali del 1990 e agli Europei del 1988.

La nodulazione polmorale

Nell’agosto del 2025 il club rossonero annuncià: «A seguito di accertamenti di routine, al nostro vice presidente onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva». Un anno dopo quell’annuncio, la notizia della scomparsa.

«Baresi è per sempre»

«Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima», scrive poi la società in un messaggio sul suo sito. «Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica. Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre».

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