Conte sfida Schlein sull’Ucraina, il piano per fermare la guerra: «Così stanerò Putin»

Giuseppe Conte ha un piano per risolvere la guerra tra Russia e Ucraina. O almeno per provarci. Come? Lo ha spiegato lui stesso intervenendo domenica alla manifestazione PiazzAsiago. Nell’intervista pubblica il leader del Movimento 5 Stelle ha lanciato esplicitamente la sua sfida ad Elly Schlein in vista delle elezioni 2027. Il nodo della politica estera nel Campo Largo, dice Conte, «lo scioglieremo con le primarie. Faremo decidere gli italiani». E se dovesse vincerle e diventare premier, aggiunge, «il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli gli interessi dell’Ucraina, che è il Paese aggredito». Così, spiega Conte, rovescerebbe l’approccio dominante oggi in Ue, perché «piuttosto che di volenterosi – Francia, Regno Unito e Germania – abbiamo bisogno di una coalizione europea di coraggiosi».
Il piano di Conte per fermare Putin
In che modo si muoverebbe Conte una volta tornato a Palazzo Chigi, di preciso? «Abbiamo bisogno di un candidato premier per la coalizione: se dovessi essere investito di questa grande responsabilità chiamerei Zelensky, lo incontrerei. Lo rassicuro: lui è aggredito, ma un attimo dopo chiamerei Putin per imprimere una svolta negoziale», ha detto il leader M5S a PiazzAsiago. Ma per quale ragione esattamente l’autocrate russo dovrebbe dare più ascolto a Conte che a Trump, Erdogan o agli altri leader che da anni provano a convincerlo a deporre le armi? «Putin lo vuole il negoziato? Andiamoci a sedere, andiamo a vedere. Di cosa avete paura voi che volete la guerra? Sono due mesi e mezzo che l’Ue non ha ancora individuato un negoziatore, è mai possibile? Costa no, Merkel no. Andiamo a stanare Putin», sprona i suoi seguaci l’ex premier della crisi Covid.
Lo stop di Conte alle armi all’Ucraina
Quel che è certo è che nell’attesa di risolvere la guerra che lacera da 4 anni e mezzo l’Ucraina Conte ha idee ben diverse dal Pd di Elly Schlein e da Italia Viva di Matteo Renzi sul da farsi. «Non votiamo il sostegno militare» all’Ucraina, dice il leader M5S, perché «mi sembra che l’Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c’è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi». L’unico sostegno che Conte assicurerebbe a Kiev, dunque, riguarderebbe «aiuti e sanzioni economiche». Una politica punitiva verso gli ucraini? Tutt’altro, sostiene Conte ad Asiago: «Il popolo ucraino diserta, è stanco della guerra. Si deve andare al negoziato difendendo con le unghie e i denti gli interessi della popolazione ucraina aggredita».
Foto di copertina: Ansa / Fabio Cimaglia

