Ultime notizie Caldo recordColombiaEclissiImmigrazioneSigfrido Ranucci
POLITICAAgenzia delle entrateAzioneCarlo CalendaCentrosinistra

La discesa in campo di Ernesto Ruffini: «Serve un nuovo Ulivo»

13 Agosto 2026 - 08:35 Alba Romano
ernesto ruffini
ernesto ruffini
L'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate e le prossime elezioni
Google Preferred Site

Ernesto Ruffini scende in campo. L’ex numero uno dell’Agenzia delle entrate, oggi alla guida dei comitati civici «Più uno», dice di avere ancora la voglia di «provare a unire e dialogare», ma solo «con chi ci starà». A fine settembre – come anticipato da La Stampa, che pubblica oggi una sua intervista – uscirà il suo nuovo libro. Poi, il 10 ottobre, «lanceremo il nostro progetto politico, riunendo tutti i comitati di “Più uno”. Serve un nuovo Ulivo».

La stagione dell’Ulivo

Secondo Ruffini «non è possibile che nessuno muova un muscolo. Sono passati 4 anni di governo Meloni e ora vedo che i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace». Chi è stato all’opposizione, attacca ancora, «doveva spendere meglio il suo tempo, piuttosto che criticare solo la destra o chiedere a Meloni di riferire in Aula». Pd e Movimento 5 stelle «sono tutti concentrati nell’affermazione della leadership personale». Perché «limitarsi a voler sconfiggere la destra è un obiettivo poco ambizioso e poco coraggioso». E ancora: «Tutti i partiti oggi in campo hanno già avuto la possibilità di conquistare la fiducia dei cittadini, e ci troviamo dove ci troviamo. Tutto quello che attualmente esiste nel centrosinistra, nel 2022, non è stato in grado di vincere le elezioni».

Centrosinistra

Lui precisa: «Non sono di centro, sono di centrosinistra». E ancora: «Non sono un leader, né un leaderino». E chiede a Calenda perché «porsi in un campo che è destinato a non essere maggioritario significa solo una cosa: voler fare l’ago della bilancia». Essere decisivo, dunque, nel caso in cui non esca una maggioranza chiara dalle urne, «significa che non è chiaro fin dal principio con i suoi elettori». Insomma, o si sta a destra o si sta a sinistra, dice l’ex presidente dell’Agenzia delle entrate. E Calenda sbaglia, prosegue, se «cerca una comfort zone in cui è a suo agio solo perché è tra chi la pensa come lui. Si deve dialogare, invece, con chi la pensa diversamente».

leggi anche