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La confessione di Lavitola e l’indagine: «Ranucci sapeva che dietro la bomba c’era il suo amico?»

13 Agosto 2026 - 05:58 Alessandro D’Amato
valter lavitola confessione ranucci sapeva
valter lavitola confessione ranucci sapeva
Secondo Repubblica, gli investigatori vogliono fare ulteriori verifiche sul comportamento del giornalista vittima dell'attentato. La versione data dall'ex direttore dell'Avanti è considerata poco credibile. La storia del sondaggio e le parole a un amico: «Amici democratici americani...»
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«II vero pericolo che hai tu sono: “gli odiatori“. Si cercano persone psicolabili sui social, con una predisposizione, e si plagiano. Mi dispiace dirtelo, ma se non lo fai troverò io la soluzione per farlo». In questo messaggio su Whatsapp citato nell’ordinanza che ha portato in carcere Valter Lavitola l’imprenditore sembra quasi confessare a Sigfrido Ranucci la versione sull’attentato a Campo Ascolano che ha poi ripreso nell’interrogatorio di garanzia di ieri, 12 agosto. Prima gli dice che è in pericolo, poi che la sua scorta andrebbe rafforzata e infine conclude in modo inquietante: «Se non lo fai troverò io la soluzione». La frase combacia perfettamente con il movente confessato ieri da Lavitola davanti al gip di Roma. Una motivazione, a cui però, gli investigatori del Nucleo investigativo dei carabinieri e della procura di Roma non credono.

Il movente di Lavitola

La procura di Roma fatica a credere alla confessione di Lavitola. «Sappiamo che le sue versioni sono sempre come una biglia su un piano inclinato», dice un investigatore a Repubblica. E adesso, secondo il quotidiano romano, a piazzale Clodio l’indagine punta a chiarire ancora due domande. La prima: Ranucci sapeva che dietro la bomba c’era il suo amico? La seconda: Lavitola ha davvero organizzato tutto da solo? Sulla prima domanda, la giudice Jole Moricca lo precisa in più punti nell’ordinanza: il conduttore di Report è persona offesa. Ma, spiega oggi Giuliano Foschini, gli investigatori vogliono accertare se possa aver intuito, sospettato o compreso qualcosa.

La pista israeliana

Di certo c’è che subito dopo l’attentato Lavitola ha cercato di depistare. Paventando che dietro la bomba ci fossero i servizi segreti italiani e israeliani. Oppure la camorra. A dicembre risale il messaggio su Whatsapp in cui il gestore del Cefalù Bistrò accusa gli haters:

«Nel momento che scendi dalla macchina devi avere una staffetta fatta da almeno quattro uomini piu i due che nella macchina di scorta che dopa aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione fino all’ingresso. Ti ripeto, in nome di Dio, dammi retta!!! II vero pericolo che hai tu sono: “gli odiatori”.

Guarda, non te lo dirà nessuno sono uno strumento molto piu utilizzato di quello che tu credi e che si dice. Si cercano persone psicolabili sui social, con una predisposizione, e si plagiano. II grado di protezione che tu hai prevede la staffetta e si e chiesta dal capo scorta. II capo scorta e una persona intelligente, di esperienza, e fedele alle istituzioni, oltre ad essersi sinceramente affezionato a te. Per piacere, parla con lui. Mi dispiace dirtelo, ma se non lo fai trovero io la soòuzione per farlo».

Gli investigatori vogliono capire quanto c’è di falso nella confessione di Lavitola. Ma anche chi lo abbia aiutato. E se davvero avesse convinto Ranucci che la verità sulla bomba fosse da cercare da un’altra parte.

La strategia difensiva e i messaggi all’amico

Durante l’interrogatorio a Rebibbia a Lavitola non sarebbero state poste domande dirette circa l’ipotizzato coinvolgimento di Ranucci nel progetto. Che, secondo quanto si legge nell’ordinanza, prevedeva l’attentato per organizzarne la carriera politica. Ma la frase dell’avvocato Sergio Cola ai cronisti che gliene chiedevano conto è significativa: «No comment». I primi messaggi in cui Lavitola parla di progetti politici per il conduttore sono del 2024, nel gennaio 2025 arriva l’idea del sondaggio: «Appena ho un po’ di soldi, io faccio commissionare un sondaggio sulla popolarità dei personaggi. Vogliamo scommettere sui risultati?». Successivamente Lavitola mentirà proprio su questo: «L’idea del sondaggio su Ranucci premier nasce poco prima di Natale 2025 fuori Italia», dice Valterino a un amico nel suo ristorante pieno di microspie.

«Amici democratici americani»

Valter rivela proprio tutta la faccenda, come ricorda oggi Il Fatto: «Amici democratici americani sono interessati a contrastare l’espansione dei populismi di destra in Europa. Per questo mi hanno mostrato un sondaggio sull’Italia nel quale venivano valutati tanti leader di sinistra e tra questi anche Sigfrido. Il dato era iperbolico. Dopo il referendum sulla giustizia mi hanno fatto vedere un ulteriore sondaggio che dimostrava che Ranucci era quello cresciuto di più. Per questo ho deciso di fare un sondaggio anche io». Tutto comincia così. E finisce con la bomba a Campo Ascolano.

Foto copertina: Ansa/Aldo Torchiaro/2023