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Il caldo estremo presenta il conto all’Europa: ogni anno brucia l’1% del Pil (e all’Italia costa quanto una legge di bilancio)

16 Agosto 2026 - 17:08 Bruno Gaetani
caldo estremo impatto economico europa italia
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Secondo uno studio della banca olandese Triodos Bank, l'Italia sarebbe il secondo paese con l'impatto economico maggiore dovuto alle ondate di caldo record
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Il riscaldamento globale non è soltanto una questione climatica. Le temperature estreme che stanno interessando l’Europa hanno conseguenze molto concrete sull’economia: dalla produzione agricola alla disponibilità di acqua, passando per i consumi energetici e la produttività di chi lavora. Uno studio di Triodos Bank, un istituto di credito olandese, ha provato a calcolare questo impatto. Il risultato? Il caldo estremo potrebbe sottrarre in media l’1,1% alla crescita europea, con un impatto equivalente a circa 180 miliardi di euro all’anno.

Francia in testa, Italia subito dopo

A pagare il prezzo più alto – secondo lo studio olandese, riportato da Repubblica – è la Francia, con una perdita stimata dell’1,4% del Pil. Dietro ci sono Italia, Spagna e Belgio. Nel caso italiano, il danno economico arriverebbe a circa 22 miliardi di euro, una cifra quasi paragonabile al costo di una legge di bilancio. A rendere particolarmente pesante la situazione è la natura prolungata del caldo. L’estate 2026 non è stata caratterizzata soltanto da singoli episodi estremi o ondate di calore, ma da temperature elevate mantenute per periodi molto più lunghi della norma, con conseguenze che si accumulano su diversi settori.

Il costo umano e quello degli incendi

Tra gli effetti più drammatici ci sono ovviamente quelli sulla salute. Finora sono 25mila le morti premature attribuite alle temperature estreme delle scorse settimane. A questo si aggiunge l’emergenza incendi, che al 30 luglio hanno mandato in fumo 435 mila ettari e provocato danni economici per almeno 4,6 miliardi di euro.

Agricoltura ed energia sotto pressione

Poi c’è l’impatto sull’agricoltura e la produzione di energia. La siccità, in particolare, trasforma il caldo in un problema economico enorme per alcuni settori. I raccolti vengono compromessi e i prezzi degli alimenti aumentano. Un esempio arriva dalla Francia, dove la produzione di mais ha raggiunto il livello più basso dal 1980. Anche l’energia risente delle condizioni climatiche, sia per la riduzione dell’impiego delle fonti idroelettriche ma anche delle centrali nucleari, che in diverse aree d’Europa sono state costrette a interrompere o ridurre la propria attività a causa del basso livelli dei fiumi, fondamentali per raffreddare gli impianti.

L’impatto del caldo sul lavoro

Uno dei danni economici più rilevanti, ma spesso anche trascurati, riguarda il lavoro. Quando le temperature superano i 30 gradi, la produttività tende a diminuire. Innanzitutto, tra chi lavora all’aperto, costretto in alcuni casi a ridurre l’orario o modificare i turni per evitare di rimanere sotto il sole durante le ore più calde della giornata. Ma anche chi lavora negli uffici può risentire indirettamente del caldo, attraverso la perdita di sonno.

Bonelli all’attacco del governo: «Meloni è nemica dell’ambiente»

Sul report di Triodos Bank, rilanciato per primo da Repubblica, si è acceso anche uno scontro politico. «Giorgia Meloni continua in Europa a fare la guerra alle politiche climatiche, dimostrando nei fatti di essere nemica dell’ambiente e degli interessi dell’Italia», attacca in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. «Per conquistare i voti di inquinatori e cacciatori stanno svendendo natura, ambiente e futuro, lasciando continuare a fare profitti a chi dalla crisi climatica guadagna. Ora i numeri mostrano quanto questa politica sia irresponsabile».

Foto copertina: EPA/Matias Basualdo

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