Al via le Ulchi Freedom Shield, le esercitazioni militari Usa-Corea del Sud, ma Trump le definisce «costose e ostili» verso la Corea del Nord

Sono iniziate oggi le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, le Ulchi Freedom Shield, che dureranno per 11 giorni. A poche ore dall’avvio delle esercitazioni, Donald Trump ha però scritto sul social Truth di voler ridurre significativamente la partecipazione americana, definendo le esercitazioni «costose» e sostenendo che inviino «un segnale totalmente inappropriato e ostile» alla Corea del Nord. Trump ha motivato la decisione per via del suo «ottimo rapporto» con il leader nordcoreano Kim Jong Un, sostenendo che, da quando lui è presidente, il Paese si sia dimostrato «non minaccioso e rispettoso».

L’esercitazione annuale: Ulchi Freedom Shield
Le esercitazioni, che coinvolgono circa 18mila militari sudcoreani e personale statunitense, sono iniziate regolarmente nonostante l’annuncio di Trump. La presidenza sudcoreana ha ribadito che i due Paesi hanno mantenuto uno stretto coordinamento sulla postura di difesa comune e continueranno a farlo. Le esercitazioni servono a rafforzare la capacità dei due Paesi di rispondere a un eventuale attacco nordcoreano e quest’anno tengono conto anche delle nuove caratteristiche della guerra moderna, compresi gli insegnamenti maturati dal conflitto in Ucraina e dall’impiego di droni, sistemi elettronici e altre tecnologie sul campo di battaglia.
La speranza di un nuovo dialogo con la Corea del Nord
Anche l’ufficio presidenziale sudcoreano ha accolto con attenzione il messaggio di Trump e ha espresso la speranza che i rapporti personali tra il presidente americano e Kim Jong Un possano favorire una ripresa del dialogo con la Corea del Nord. «Il governo sta seguendo con attenzione il messaggio pubblicato dal presidente Trump sui social media e auspica che il rapporto amichevole tra i leader degli Stati Uniti e della Corea del Nord porti a un dialogo significativo», ha fatto sapere Seul. La situazione resta però complessa. Come riporta il Post, la Corea del Nord non ha interrotto lo sviluppo del proprio programma missilistico e nucleare e negli ultimi anni ha inviato migliaia di soldati a sostegno delle forze russe impegnate nella guerra in Ucraina, acquisendo così esperienza diretta sul campo di battaglia.
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L’Iran al centro delle preoccupazioni di Trump
Nel suo intervento su Truth Social, Trump ha collegato la questione delle esercitazioni anche alla posizione assunta dalla Corea del Sud sull’Iran. Il presidente americano ha raccontato di aver recentemente chiesto al presidente sudcoreano se Seul fosse disposta a unirsi agli Stati Uniti negli sforzi per la denuclearizzazione del Paese, ricevendo, secondo il suo racconto, una risposta negativa. Trump ha quindi ribadito che la sua priorità resta impedire che l’Iran possa dotarsi di un’arma nucleare. «L’obiettivo numero uno è, e sarà sempre, che l’Iran non possa possedere, in alcun modo, forma o maniera, un’arma nucleare», ha scritto, nel giorno in cui scade il cessate il fuoco di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran.

