«Femminicidio» è la parola più cercata sulla Treccani, «Maranza» al secondo posto: così cambia il linguaggio degli italiani

«Femminicidio» è la parola più cercata sul portale Treccani dall’inizio del 2026. Il termine, inizialmente inserito tra i neologismi, è poi entrato nel Vocabolario dell’Istituto ed era già stato scelto come parola dell’anno nel 2023, per la sua rilevanza nel dibattito pubblico. Al secondo posto c’è «maranza», seguito da «fake news».
Le parole più cercate fotografano la società
«Maranza» è uno dei casi più interessanti della classifica. La parola esisteva già negli anni Ottanta e Novanta, ma aveva un significato diverso: indicava una persona rozza, appariscente, non necessariamente giovane. Oggi, secondo Treccani, il termine viene utilizzato soprattutto per identificare giovani appartenenti a gruppi di strada rumorosi, che vestono con abiti griffati (spesso contraffatti), mostrando un atteggiamento spavaldo e ascoltando musica rap o trap. Anche «overtourism», quarto nella classifica, racconta un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più presente nel dibattito pubblico, mentre «influencer» e «follower» fotografano il peso assunto dai social nella nostra vita di tutti i giorni.
Non più neologismi
La classifica mette insieme anche parole che hanno una storia molto più lunga di quanto potrebbe sembrare. «Meme», per esempio, è un termine coniato dal biologo Richard Dawkins nel 1976 per indicare un elemento culturale trasmesso per imitazione, molto prima che internet ne cambiasse il significato comune. «Smart working» si è invece imposto soprattutto durante la pandemia: Treccani lo registra, ma preferisce l’espressione italiana «lavoro agile». Chiudono la top 10 «rider», «meme» e «selfie».


