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Anche l’Austria rimanda i migranti in Italia: chi sono i «dublinanti» e perché il governo Meloni teme l’effetto valanga

19 Agosto 2026 - 20:36 Chiara Pancari
Dopo Germania e Svizzera, anche Vienna ha riportato nel nostro Paese alcuni richiedenti asilo. La procedura è legata al Patto Ue su migrazione e asilo entrato in vigore il 12 giugno
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Dopo Germania e Svizzera, anche l’Austria ha iniziato a trasferire in Italia i cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo che, dopo essere entrati e aver presentato domanda in un Paese europeo, cercano protezione in un altro Stato. Secondo il ministero dell’Interno austriaco, dal 12 giugno sono già quattro le persone trasferite nel nostro Paese, anche attraverso treni e autobus di linea. È uno dei primi effetti concreti del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno e destinato a rendere più efficiente il trattato di Dublino.

Chi sono i “dublinanti”

L’espressione nasce proprio dal trattato di Dublino, l’accordo firmato nel 1990 dai Paesi dell’allora Comunità europea. L’accordo stabiliva che fosse responsabilità del primo Paese dell’Unione europea in cui un richiedente asilo entrasse e fosse identificato occuparsi della sua domanda di protezione. Nel 2003 la Convenzione è stata sostituita dal Regolamento Dublino II, poi aggiornato nel 2013 con Dublino III. Il sistema però, nel tempo, ha finito per pesare soprattutto sui Paesi alle frontiere esterne dell’Ue, come l’Italia, dove arrivano via mare molti dei richiedenti asilo che poi proseguono il viaggio verso altri Stati. Ma è anche entrato in conflitto con le ragioni che spingono una persona a spostarsi, per esempio quando in un altro Paese europeo ha già familiari o maggiori possibilità di costruirsi una nuova vita.

Nel 2025 l’Italia ha ricevuto dagli altri Paesi Ue 24.152 richieste di presa in carico, ma ne ha accettate soltanto 85. La Germania, invece, è stata lo Stato che ha inviato più richieste: 35.993, con 5.377 trasferimenti effettivamente avvenuti. Dal dicembre 2022 Roma aveva di fatto sospeso i trasferimenti verso l’Italia e, secondo i dati diffusi da Repubblica, fino alla fine del 2025 erano state circa 80mila le richieste di presa in carico rimaste inevase.

Il Patto Ue su migrazione e asilo

La ripresa dei trasferimenti arriva con l’entrata in vigore del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, che ha modificato le regole europee sulla gestione delle domande di protezione e sui movimenti secondari. L’accordo ha riaperto una questione che era ferma da quasi quattro anni: nel dicembre 2022, infatti, l’Italia aveva sospeso il rientro dei richiedenti asilo dagli altri Paesi europei. Con il nuovo Patto, entrato in vigore il 12 giugno, ha riaperto ai trasferimenti, ma solo per chi è entrato in Italia dopo quella data – contrariamente a quello che vorrebbe Berlino. Un confronto simile si è aperto con la Svizzera, che ha annunciato la ripresa delle procedure verso l’Italia dalla fine di agosto, inizialmente con pochi casi e per ingressi successivi al 12 giugno.

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