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La Toscana apre la caccia ai piccoli di capriolo e agli ibis sacri. Insorgono gli animalisti: «Una strage crudele»

22 Agosto 2026 - 16:01 Alba Romano
toscana caccia capriolo ibis sacro
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Il Wwf chiede alla Regione di fermarsi: «A rischio anche altre specie». Michela Brambilla: «Una vergogna»
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È polemica sulle nuove regole della Regione Toscana che consentono la caccia dell’ibis sacro e delle femmine e piccoli di capriolo. Si tratta di due misure previste dalla gestione faunistico-venatoria regionale che hanno provocato la reazione delle associazioni ambientaliste e animaliste. Nel caso dell’ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), la motivazione è il contenimento di una specie alloctona, la cui presenza viene considerata problematica per gli equilibri della fauna locale. L’uccello, infatti, è accusato di predare uova e pulcini di specie autoctone e di poter quindi incidere sulla biodiversità.

Le nuove regole della Toscana sulla caccia agli ibis sacri

Il provvedimento regionale prevede la possibilità di abbattere gli ibis sacri su tutto il territorio regionale e per l’intera stagione. Una scelta duramente contestata dal Wwf: «Aprendo la caccia all’ibis sacro si crea un grosso danno per tante altre specie come l’airone e l’ibis eremita», dice Guido Scoccianti, delegato regionale dell’associazione. Secondo il Wwf, il problema non riguarda soltanto gli eventuali abbattimenti. La presenza dei cacciatori e il rumore degli spari potrebbero infatti disturbare anche altri uccelli che frequentano le stesse aree, tra cui l’ibis eremita, specie originaria della fauna europea e interessata negli ultimi anni da un importante progetto internazionale di reintroduzione. «Il rischio è di vanificare il lavoro svolto fin qui, visto che frequentano le stesse zone e tanti cacciatori potrebbero scambiarli», sostiene il delegato regionale.

Il piano di prelievo del capriolo

Sul fronte degli ungulati, invece, dal 15 agosto al 30 settembre è attivo il piano di prelievo del capriolo approvato dalla Regione Toscana a maggio. Il programma rientra nella cosiddetta caccia di selezione e prevede anche l’abbattimento di femmine e piccoli. È proprio questo aspetto a essere contestato dalla Leidaa, la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta da Michela Vittoria Brambilla. «Si tratta di un vero e proprio sterminio indiscriminato, perché in questo periodo dell’anno i cuccioli non sono svezzati: uccidere la madre significa uccidere anche i neonati», scrive l’esponente di Noi Moderati. «È una strage crudele», accusa ancora la presidente della Leidaa, che definisce il provvedimento «un altro regalo alle lobby dei cacciatori da parte della Regione Toscana».

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