Bimba morta per difterite, Mantovani: «Il legame vaccino e autismo è un falso smentito dagli studi. Questa tragedia era evitabile»

Il recente caso di difterite che ha colpito una bambina a Palermo ha riacceso i riflettori sull’importanza della prevenzione e sul calo della copertura vaccinale in alcune aree del Paese. Di fronte a questo dramma, l’immunologo Alberto Mantovani, Presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore Emerito di Humanitas University, ha analizzato al Corriere della Sera sui motivi per cui la gente ancora crede alla falsa correlazione tra vaccini e autismo. E perché è così difficile mantenere una alta copertura vaccinale in alcune zone del Paese.
«Bugie a volte amplificate ad alti livelli»
«È una tragedia, ed era evitabile. Penso che ci siano diverse responsabilità. Da professore mi chiedo se insegniamo davvero a tutti i medici l’importanza delle vaccinazioni, se non dobbiamo impegnarci ancora di più (lo faccio ogni volta che mi invitano) ad andare nelle scuole e nei quartieri a parlare con la gente. E poi ci sono le bugie che circolano e che purtroppo qualche volta vengono amplificate anche ad alti livelli», sottolinea Mantovani.
Le disparità regionali e il concetto di «immunità di comunità»
In Italia i dati sulla copertura vaccinale contro la difterite mostrano forti difformità sul territorio nazionale, passando da picchi del 98% in Lombardia fino al 85% in Sicilia. Un divario che mette a rischio i soggetti più vulnerabili. «Come Commissione Salute dell’Accademia dei Lincei un anno fa abbiamo espresso preoccupazione per il livello basso di copertura vaccinale in Italia e purtroppo ora è accaduto questo. La copertura è insufficiente se scende sotto il 95% perché i vaccini sono una cintura di sicurezza per i bambini (ma anche anziani, o persone fragili) che non possono vaccinarsi – ha sottolineato l’immunologo – i neonati nel primo anno di età, i malati oncologici, i bambini sottoposti a trapianti o con malattie ematologiche. Avere una copertura sopra il 95% è fondamentale per loro, perché, come spiego ai miei nipoti “quando vi vaccinate, allacciate la cintura di sicurezza anche a chi non può farlo e questa è una cosa straordinaria”. È l’immunità di gregge, o meglio, l’immunità di comunità». Nelle aree a bassa copertura, come alcune periferie cittadine, e lo Zen di Palermo dove viveva la piccola, i rischi legati alle malattie infettive rimangono altissimi: «Molto e vale per tutte le malattie. La più preoccupante è il morbillo: solo nel 2017-2018 abbiamo avuto il picco di 8.000 casi con 13 morti, al 99% tra i non vaccinati. Morti evitabili, soprattutto bambini. Ed è una bugia che infettarsi in modo naturale sia un buon allenamento per il sistema immunitario. È come se, da calciatore, andassi ad affrontare il Pallone d’oro senza mai essermi allenato prima».
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«I richiami da adulti? Spesso li diamo per scontati»
Per mantenere la protezione contro la difterite, è essenziale ricordare il ruolo dei richiami nell’età adulta, oltre a fare il punto sull’efficacia dell’obbligo vaccinale introdotto dalla legge Lorenzin: «Sì, i richiami sono raccomandati, li diamo un po’ per scontati. Anche in questo caso andrebbe comunicato meglio, ma abbiamo un calendario vaccinale che rispetta i migliori standard scientifici». «Quando vivevo negli Stati Uniti non c’era l’obbligo vaccinale, però i miei figli non potevano andare alla scuola pubblica se non vaccinati. Nel 2017 sono stato favorevole all’introduzione dell’obbligo vaccinale. Come Accademia dei Lincei un anno fa abbiamo voluto dare un messaggio a chi ha la responsabilità di governo. Valutate le evidenze scientifiche ritenevo e ritengo che i vantaggi dei dieci vaccini ne giustifichino l’obbligo. Ve ne sono poi altri raccomandati che è bene fare», spiega.
La falsa correlazione vaccini-autismo
Uno dei nodi più complessi resta la persistenza di fake news, come la presunta e più volte smentita correlazione tra vaccini e autismo, smentita da una vasta letteratura scientifica (incluso lo studio danese su oltre 1 milione di bambini pubblicato su Annals of Internal Medicine). «È un falso clamoroso – sottolinea Mantovani – che ha fatto molto male ai bambini di tutto il mondo. Pensi che per molti anni i ricercatori hanno dovuto dedicarsi a smentire questo falso, anziché poter fare ricerca per migliorare la salute in positivo. L’ultimo studio in merito è quello danese pubblicato nel 2025 su Annals of Internal Medicine su oltre 1 milione di bambini che ha escluso per l’ennesima volta che le vaccinazioni aumentino il rischio di una cinquantina di malattie croniche, compreso l’autismo». Sui meccanismi che alimentano le credenze errate, Mantovani rivendica il valore della continuità scientifica istituzionale in Italia. «Non è di mia competenza fare un commento sui meccanismi di diffusione delle conoscenze ai tempi dei social e sulla cattiva informazione. Quello che mi chiedo è che cosa posso fare io e che cosa possiamo fare noi: con umiltà dobbiamo parlare, spiegare meglio. Le persone possono cambiare idea. A livello di chi ha responsabilità, però, non abbiamo fatto scelte antiscientifiche e io ne sono fiero: la politica vaccinale in Italia non è mutata col cambio dei governi, anche di orientamento molto diverso. E questo ci differenzia dagli Stati Uniti», ha concluso l’esperto.

