Ranucci: «Non accetterò altri ruoli. Così stanno uccidendo Report». Per sostituirlo viale Mazzini pensa a Ruffo, Iacona o Valesini

Una ricollocazione? Sigfrido Ranucci ne è sicuro: «No. Posso accettare solo una cosa che sia meglio di Report, la migliore trasmissione nella storia della tv». Queste le sue parole quando ieri è stato intercettato da Repubblica a Cerveteri, al Parco della Legnara, per il suo monologo teatrale Diario di un trapezista. Cronache di resilienza di un reporter, in cui svela i retroscena della sua carriera.
«Io a capo della Scuola di Perugia? Una volta formati cento Ranucci non li fai lavorare, no?»
Il conduttore, ricostruisce oggi il quotidiano, si toglie subito qualche sasso dalla scarpa, commentando le indiscrezioni che lo vorrebbero alla guida dell’istituto di formazione del servizio pubblico a Perugia: «Ha visto questa storia che potrei dirigere la Scuola di giornalismo della Rai di Perugia? Ma come? Da un lato mi fanno fuori, con la scusa che ho perso autorevolezza, e poi mi mettono a dirigere la scuola che dovrebbe formare i futuri Ranucci. E una volta formati cento Ranucci non li fai lavorare, no? Che ipocrisia!».
«È una character assassination, nel 2022 proposero a Fittipaldi di sostituirmi»
Tra un abbraccio e l’altro con gli organizzatori dell’evento, Ranucci non nasconde l’affaticamento: «Sono stanco. Non ho mai staccato». Ma il pensiero torna subito al futuro dell’inchiesta in Rai e a quello che definisce un attacco orchestrato: «Chi mai avrà il coraggio di fare Report così come va fatto? Nessuno più dopo questa storia. È una character assassination. Ho contato duemila e ottocento articoli contro di me. Mi hanno dato persino dell’omofobo e del predatore sessuale. La verità è che ci pensavano da sempre, questi della destra, a mandarmivia. Sin dal loro avvento al potere. Nel 2022 avevano proposto ad Emiliano Fittipaldi, il direttore del Domani, di sostituirmi. Ma lui ha detto di no. Ora hanno ucciso il Tg3. Sono l’ultimo della storica redazione, dopo l’uscita di Federica Sciarelli. Volevano spegnerne la voce, ci stanno riuscendo».
Ti potrebbe interessare
I colleghi contro e la profezia dell’ultimo spettacolo da conduttore di Report
Il dente avvelenato è anche contro le dinamiche interne all’azienda: «Una cosa che è incredibile è che nella stessa Rai ci sono trasmissioni che mi attaccano. Attaccano un collega che sta lì da 35 anni. Salvo Sottile su Facebook pubblica un post al giorno contro di me. E nessuno dice niente». Ieri a seguire Ranucci c’erano ottocento persone. Dal palco il conduttore per salutarli ha chiosato: «Questo potrebbe essere il mio ultimo spettacolo da conduttore di Report». Dalla platea si è alzato un coro di «Noo! Non mollare!».
I volti a cui pensa la Rai per la sostituzione di Ranucci
Oggi Il Giornale riporta un clima di bocche cucite a Viale Mazzini, ma il destino di Sigfrido Ranucci e del suo programma sembra ormai tracciato. La lettera d’addio alla guida dello storico format d’inchiesta di Rai 3 potrebbe essergli recapitata già da questo giovedì. Mentre l’ufficio legale rifinisce i dettagli del provvedimento, all’interno della Rai è scattata la corsa al dopo-Ranucci. Il profilo cercato è un volto interno, e i nomi sul tavolo delineano diverse strategie. Uno è Federico Ruffo. Attualmente alla guida di Mi manda Rai Tre, appare in pole position. Il suo nome ha già fatto discutere per via delle chat trapelate tra Ranucci e Valter Lavitola, ma resta la figura aziendale con le maggiori quotazioni. Un secondo profilo è quello di Riccardo Iacona. Il conduttore di Presa Diretta rappresenta l’opzione del «traghettatore d’esperienza», in grado di garantire continuità autorevole al giornalismo d’inchiesta del canale. Una terza soluzione è invece quella del delfino interno. Dalla redazione di Report avanzano le candidature di Giulio Valesini e Giorgio Mottola. Sembra invece tramontata l’ipotesi di un ritorno di Sabrina Giannini.

