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Scambio di embrioni al San Raffaele, riapre il laboratorio dopo lo stop. Il primario: «Consapevoli della gravità, non minimizziamo»

31 Agosto 2026 - 12:26 Alba Romano
san raffaele pma
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L'ospedale milanese riprende i percorsi di Procreazione medicalmente assistita dopo lo stop seguito all'errore dello scorso 23 luglio. Implementate nuove misure di controllo e tracciabilità
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Dopo poco più di un mese riaprono ufficialmente le attività del laboratorio di Embriologia del Centro di Medicina della Riproduzione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. L’attività del laboratorio era stata sospesa dopo che, lo scorso 23 luglio, un embrione era stato impiantato alla donna sbagliata. Con il riavvio del laboratorio riparte così gradualmente la macchina della Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) dell’istituto milanese.

La revisione dei controlli

Nel corso delle settimane di chiusura, la struttura sanitaria sottolinea di aver lavorato in «costante interlocuzione con gli organi competenti», dando seguito ai rilievi sollevati dall’Ats di Città Metropolitana di Milano e dal Centro Nazionale Trapianti e «implementando le azioni correttive e preventive previste dal piano di miglioramento». I nuovi interventi riguardano in modo specifico l’identificazione delle pazienti e dei materiali biologici, la tracciabilità di ogni passaggio e la riorganizzazione generale dei flussi di lavoro.

Il supporto alle coppie

Subito dopo l’evento del 23 luglio, le coppie coinvolte «sono state tempestivamente informate dell’accaduto e ad esse è stata assicurata la disponibilità dell’ospedale a fornire l’assistenza e tutto il supporto necessario». La segnalazione immediata ha consentito di avviare l’analisi interna la cui conclusione «ha portato alla revisione e al rafforzamento delle procedure e dei sistemi di controllo», con il preciso obiettivo «di ridurre quanto più possibile il rischio che un evento analogo possa ripetersi».

Le parole del responsabile Enrico Papaleo

Sulla riapertura è intervenuto direttamente Enrico Papaleo, responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione del San Raffaele, sottolineando la centralità della trasparenza: «Riprendere oggi pienamente l’attività del Centro significa innanzitutto farlo con piena consapevolezza della gravità di quanto accaduto. Un evento come quello che si è verificato non può e non deve essere minimizzato, soprattutto perché riguarda persone che ci affidano un progetto di vita estremamente importante e delicato».

La reazione dell’ospedale dopo l’incidente

Il primario ha poi chiarito come si è strutturata la reazione dell’ospedale di fronte all’incidente: «Per questo abbiamo analizzato in profondità quanto avvenuto e rafforzato le procedure e i sistemi di controllo. Crediamo che la sicurezza passi anche dalla capacità di riconoscere e segnalare tempestivamente le criticità, analizzarle con trasparenza e trasformarle in opportunità di miglioramento».

I numeri del centro

Ricordando la portata delle attività svolte dal centro, circa mille coppie seguite e 2.500 cicli di Pma ogni anno, Papaleo ha aggiunto: «Sono numeri importanti, dietro ai quali ci sono soprattutto migliaia di persone, ciascuna con la propria storia, le proprie attese e la fiducia riposta nei nostri professionisti. Una fiducia che sappiamo non poter essere data per scontata e che dobbiamo meritare ogni giorno, attraverso competenza, trasparenza e sicurezza».

In conclusione, evidenziando come la struttura abbia registrato «oltre 400 bambini nati ogni anno negli ultimi tre anni» e «accompagnato moltissime coppie nel loro percorso verso la genitorialità», il primario ha tracciato la strada per il futuro: «Oggi ripartiamo da questa esperienza, ma anche da ciò che è accaduto: con procedure ulteriormente rafforzate, controlli più stringenti e la determinazione di continuare a offrire alle coppie che si rivolgono a noi un percorso di procreazione medicalmente assistita all’altezza della fiducia che ci accordano».

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