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L’Ue verso la stretta sugli affitti brevi: così Comuni e Regioni potranno limitare le seconde case destinate ai turisti

04 Settembre 2026 - 18:11 Bruno Gaetani
bozza regolamento ue casa affitti brevi
bozza regolamento ue casa affitti brevi
Mercoledì 9 settembre sarà svelato il nuovo Regolamento Ue sulla casa. Protesta Confedilizia: «Così si lede il diritto di proprietà»
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Nelle città «sotto stress abitativo» sarà possibile adottare un unico criterio europeo per limitare gli affitti brevi, gestiti solitamente da piattaforme come AirBnb e Booking. È questo il punto centrale dell’Affordable Housing Act, il regolamento sulla casa che la Commissione europea presenterà il prossimo 9 settembre. Secondo una bozza del provvedimento, visionata dall’Ansa, Bruxelles intende creare un criterio univoco per identificare le aree soggette a stress abitativo. In particolare, sarà possibile mettere un freno agli affitti brevi se «il prezzo medio di transazione di un’abitazione nell’area in questione, rapportato al reddito disponibile medio della popolazione di tale area (“rapporto prezzo-reddito”), è pari o superiore alla soglia di 8» e se «il rapporto prezzo-reddito è aumentato negli ultimi dieci anni».

La stretta sugli affitti brevi nelle città europee

Se un’area viene bollata ufficialmente dai criteri dell’Unione europea come «sotto stress abitativo», Comuni e Regioni saranno autorizzati a imporre misure per «salvaguardare l’accessibilità economica e la disponibilità degli alloggi», anche limitando «l’accesso o la fornitura di servizi di locazione a breve termine di alloggi in immobili residenziali» oppure «l’acquisizione o l’uso di terreni e immobili residenziali non acquisiti o utilizzati a scopo di residenza principale, sia che siano occupati dal proprietario o da terzi». Tutto ciò «senza il timore di essere soggetti a ricorsi contro il diritto comunitario».

Finora, infatti, lo scoglio più grande che ha impedito agli enti locali di intervenire con efficacia sul problema dell’emergenza abitativa è stata la direttiva Servizi dell’Ue. In ogni caso, sempre secondo la bozza visionata da Ansa, le misure che limitano gli alloggi brevi riguarderebbero solo «immobili residenziali non acquistati o utilizzati ai fini di abitazione principale, occupati dal proprietario o da un’altra persona». In sostanza, l’autorità potrà limitare l’accesso al mercato o la prestazione del servizio quando l’alloggio affittato non è la residenza principale dell’host.

Confedilizia: «Così si lede il diritto di proprietà»

La presentazione ufficiale del Affordable Housing Act avverrà mercoledì 9 settembre. Intanto, la bozza del provvedimento comincia a scaldare il dibattito tra gli attori coinvolti. «L’intervento della Ue sul tema degli affitti brevi e sulla loro possibile limitazione in aree sotto stress abitativo rappresenta un passaggio importantissimo per il sistema ricettivo in generale e, soprattutto, per la stessa qualità della vita nelle città più oppresse dal fenomeno», commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Decisamente meno favorevole il giudizio di Confedilizia, con il presidente Giorgio Spaziani Testa che definisce «inaccettabile» la bozza di regolamento Ue sulla casa. «Si tratta – spiega – di un testo gravemente lesivo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, che arriva persino a consentire limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale, oltre che all’attività di locazione breve».

Foto copertina: ANSA/Ciro Fusco | Una scritta comparsa su un muro del quartiere Materdei, a Napoli

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