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L’Estonia e le munizioni per l’Ucraina comprate con fondi Ue e «inutilizzabili»

04 Settembre 2026 - 07:25 Alba Romano
estonia munizioni ucraina
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Le dimissioni del ministro della Difesa
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Il ministro della Difesa dell’Estonia Hanno Pevkur si è dimesso. A causa di un’indagine interna che ha rivelato che ha firmato un contratto da 70 milioni di euro con un’azienda italiana de La Spezia. Che aveva promesso una fornitura di proiettili da cannone poi mai arrivati o consegnati in pessime condizione. Repubblica racconta che dopo la pubblicazione del rapporto del National Audit Office, Pevkur ha deciso di farsi da parte: «Un leader deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità. Anche se il ministro non conta calzini e munizioni, né si occupa di negoziare i contratti, l’Audit pone una questione di responsabilità politica di cui mi faccio carico».

La storia

La storia comincia nell’estate 2024, quando l’Estonia è in prima fila per difendere l’Ucraina. La quale ha bisogno di munizioni per l’artiglieria. E allora il governo decide di usare i fondi Ue per ordinare proiettili dalla Datasel Srl della Spezia. La compagnia è stata fondata da Sandro Pazzini, ex manager di Leonardo. Proprio quell’anno l’ha comprata la famiglia Jayasqal, che si occupa di acciaierie, miniere e solo tre anni fa è entrato nel settore militare. Secondo l’Estonia Datasel e Neco non hanno mai prodotto munizioni. La prima consegna, prevista per novembre 2024, è stata rinviata per difficoltà tecniche.

Le munizioni inutilizzabili

L’anno dopo è arrivato uno stock di colpi considerati inutilizzabili. Il legale estone dell’azienda, Veiko Viisileht, respinge le contestazioni e precisa che «materiali per 58 milioni sono stati consegnati e ispezionati senza riscontrare anomalie. Il resto ha subito ritardi per motivi procedurali non dovuti alla nostra responsabilità ma siamo sempre stati pronti a rispettare i nostri obblighi, mentre il contratto è stato interrotto». Adesso il governo di Tallinn ha intentato una causa contro la Datasel.

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