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Così la Cina si prepara alla Guerra dei Robot

07 Settembre 2026 - 09:37 Ugo Milano
robot cina guerra
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Pechino oggi produce il 95% degli umanoidi importati nel mondo. I RobotGames li hanno visti correre, fare boxe e ballare. Ma l'impiego più gettonato secondo l'esercito cinese deve essere quello militare
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Gli World Humanoid RobotGames lo hanno certificato: la Cina è leader nel settore robot. Tanto che il PLA Daily, quotidiano ufficiale dell’esoercito, ha esortato i ricercatori ad accelerare il trasferimento di tecnologie all’avanguardia dai laboratori ai campi di addestramento militari per i “combattenti” robotici. Durante la kermesse li abbiamo visti correre come Usain Bolt, combattere tra di loro nella boxe e ballare. Ma adesso l’applicazione più gettonata è quella militare: l’apparato di difesa cinese sta accelerando la ricerca sugli usi militari degli umanoidi e la pianificazione del loro eventuale impiego in tempo di guerra.

I robot cinesi

Reuters scrive che secondo BofA Global Research nel 2025 i produttori cinesi rappresentavano circa il 95% delle spedizioni globali di umanoidi. Un predominio commerciale che consente all’esercito di accedere a un settore in espansione, mentre sviluppa le proprie applicazioni militari. La ricerca cinese sulla difesa robotica sottolinea la rapidità con cui le tecnologie militari si stanno evolvendo a livello globale. Nella guerra tra Russia e Ucraina i droni semiautonomi che utilizzano l’intelligenza artificiale per la navigazione e il puntamento hanno trasformato la ricognizione e l’attacco, mentre i robot trasportano rifornimenti e recuperano i feriti. Questa evoluzione sta alimentando l’interesse militare mondiale per i sistemi autonomi.

L’impiego militare

«Andare dove non vogliamo che gli umani vadano è uno dei motivi più convincenti per sviluppare i robot», ha spiegato Dennis Hong, professore di ingegneria meccanica e aerospaziale all’UCLA. «Se perdere un robot significa evitare la perdita di una vita umana, allora il robot può diventare sacrificabile». A oggi però i robot rimangono ad alta intensità energetica e inaffidabili al di fuori di dimostrazioni controllate. Gli ambienti del campo di battaglia presentano molte variabili e mettono alla prova le capacità dei robot in modi imprevedibili, secondo Aaron Johnson, professore di ingegneria meccanica alla Carnegie Mellon University.

Robot da combattimento

La Cina sta studiando i robot da combattimento, da utilizzare nelle forze d’assalto urbane. Gli studi dicono che potrebbero essere disponibili tra i cinque e i dieci anni. «Le loro due mani e i loro due piedi potrebbero, in teoria, combinare mobilità, arrampicata e manipolazione», ha detto Juo-Min Chou, ricercatore presso l’Istituto per la Ricerca sulla Difesa e la Sicurezza Nazionale di Taiwan. Per missioni di ricognizione o logistica più semplici i robot quadrupedi, cingolati o su ruote sarebbero generalmente più economici e più facili da impiegare su larga scala.

Dal supporto al combattimento

Un articolo del luglio 2025 sul PLA Daily sosteneva che le missioni degli umanoidi potrebbero eventualmente «evolversi dal supporto al combattimento al combattimento primario» e discuteva di come i robot potrebbero essere autorizzati a sparare su un bersaglio vivente verificato da un essere umano. A dicembre il Comando del Teatro Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione ha pubblicato un montaggio generato dall’IA che mostrava robot militari, inclusi umanoidi e quadrupedi, sopraffare le difese di Taiwan in un ipotetico conflitto futuro.

La Cina e gli Usa

La Cina non è la sola a esplorare l’impiego degli umanoidi sul campo di battaglia. L’anno scorso, l’esercito statunitense ha lanciato una competizione per sviluppare “capacità umanoidi militarizzate” che potrebbero eventualmente operare a fianco dei soldati. L’esercito ha affermato che i potenziali ruoli includevano ricognizione, sicurezza, rimozione di ostacoli, operazioni con materiali pericolosi e missioni offensive e difensive in ambiente urbano. I 10 finalisti avrebbero dovuto testare i loro sistemi con esperti militari statunitensi quest’anno, con la possibilità di ottenere fino a 1,25 milioni di dollari per contratti successivi.

L’industria

L’industria robotica statunitense, tuttavia, è molto indietro rispetto alla Cina nello sviluppo di robot a due e quattro zampe. L’interesse di Pechino ha iniziato a crescere nel 2024. Quell’anno, la NUDT e l’Accademia cinese delle scienze militari hanno ospitato un forum sulla tecnologia della difesa che includeva una sessione sulle applicazioni militari dei sistemi umanoidi, secondo il sito web della NUDT. Un anno dopo, la NUDT ha esplicitamente definito i robot umanoidi come strumenti da campo di battaglia.

Le prove simulate

Nel giugno 2025, una competizione universitaria prevedeva una prova che simulava «l’infiltrazione dietro le linee nemiche», richiedendo ai robot di entrare in un’area, mapparla e individuare i bersagli, secondo quanto riportato sul sito web dell’organizzazione. Un’altra prova prevedeva l’impiego di robot per controlli di identità, ispezioni disciplinari e pattuglie di sicurezza nelle basi militari.

Quest’anno invece l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) ha stanziato circa 300.000 dollari per un sistema di raccolta ed etichettatura di dati provenienti da telecamere, radar e sensori di movimento per umanoidi, incluse informazioni sul terreno che potrebbero attraversare, secondo un altro documento di appalto militare. L’interesse militare cinese si sta estendendo dai corpi robotici ai sistemi di percezione, manipolazione e addestramento che, secondo gli esperti di difesa, sono essenziali affinché gli umanoidi possano andare oltre le dimostrazioni controllate.

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