Anziani uccisi in ambulanza, nelle chat di Spada selfie con le bare e riesumazioni di salme: «Un omicida seriale». Cosa c’è nell’inchiesta

Selfie con bare, foto di carri funebri e riesumazioni di salme. Accompagnati da scherzi e battute macabre. È ciò che gli inquirenti hanno trovato nel telefono di Luca Spada in una chat di gruppo tra fine 2024 e inizio 2025, e che ora è agli atti dell’inchiesta della procura di Forlì. I pm lo porteranno a processo per l’omicidio di Deanna Mambelli, 85enne morta il 25 novembre 2025, ma l’autista soccorritore di 28 anni è anche sospettato per altri cinque casi, anziani pazienti trasportati sulle ambulanze mentre era in servizio e che avrebbe assassinato, secondo l’accusa, iniettando aria in vena.
Il movente ancora da chiarire, per i pm è però lui il colpevole
Spada, in carcere da aprile, oltre a lavorare per la Croce Rossa collaborava con un’agenzia di onoranze funebri, sebbene senza un regolare contratto di lavoro. Un elemento che gli inquirenti hanno approfondito, anche alla luce di alcune intercettazioni in cui il 28enne diceva di aver «fatto dei morti» durante il turno, per verificare l’eventuale esistenza di un movente economico. L’ipotesi è stata però scartata. Nessuno dei decessi citati nei fascicoli era stato gestito dall’agenzia con cui Spada aveva rapporti. Anche i titolari della società, ascoltati dagli investigatori, non hanno fornito elementi utili a sostenere l’ipotesi che il 28enne uccidesse per soldi. Al momento, dunque, il movente resta da chiarire, ma agli inquirenti non è sfuggito un dato anomalo, e cioè un numero eccezionalmente alto di decessi in coincidenza con i turni di Spada. Nel caso di Mambelli, inoltre, una consulenza medico-legale ha individuato la causa della morte in un’embolia provocata da un’insufflazione d’aria.
La personalità dell’indagato
Gli investigatori hanno continuato a esaminare anche la personalità dell’indagato, in vista del processo di ottobre, acquisendo le sue ricerche sul web Tra queste, quella di «edema polmonare», effettuata il giorno della morte dell’85enne, e, pochi giorni prima, la ricerca «sognare di uccidere qualcuno». L’esito è la descrizione di «un comportamento delittuoso con carattere di serialità» e si parla di una «spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile», che avrebbe mosso l’indagato. Che ha selezionato le vittime, anziani e malati, con modalità compatibili, appunto, con una logica predatoria e seriale. Il Racis riconosce «uno schema comportamentale che si ripete nel tempo attraverso modalità analoghe e funzionalmente coerenti», così da ricondurre i fatti ad una dinamica unitaria improntata alla «coazione a ripetere».
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La «pericolosità» di Spada
Anche gli accessi ospedalieri di Spada, in uno dei quali si sarebbe provocato un’embolia, sono stati considerati rilevanti nell’analisi criminologica. Secondo gli psicologi, potrebbero inserirsi in una «fase preparatoria» caratterizzata dalla «persistente elaborazione dell’azione ed essere compatibili con una sorta di sperimentazione, verifica o affinamento delle modalità operative». Il quadro delineato dal Racis sull’attuale pericolosità dell’indagato è stato utilizzato dalla gip Ilaria Rosati per motivare, in estate, il rigetto della richiesta della difesa di concedere a Spada gli arresti domiciliari. Il 28enne si è sempre proclamato innocente.
I colloqui intercettati
In un colloquio in carcere, intercettato a maggio, lo stesso indagato ha detto alla compagna: «Non esiste che uno incensurato stia dentro per che cosa, per il niente? Per delle chiacchiere al telefono? Perché l’autopsia per me non ha nessun riscontro, per me la signora può essere anche una mongolfiera, non è un problema mio», diceva Spada. «A parte che non è mai stata trovata una siringa», cioè l’ipotetica arma del delitto.
Foto copertina: ANSA/Facebook/Luca Spada /111

