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Cos’è il jet lag alimentare e perché aumenta il rischio di malattie cardiache negli uomini

08 Settembre 2026 - 16:41 Marco Fedeli
Cibo colazione pranzo
Cibo colazione pranzo
Seecondo uno studio cambiare gli orari dei pasti nel weekend può causare problemi cardiovascolari
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I ricercatori lo chiamano “jet lag alimentare” e consiste nell’avere uno squilibrio tra gli orari dei pasti dei giorni feriali e quelli del fine settimana, spesso dovuto agli orari di inizio di lavoro e scuola anticipati. E adesso una ricerca lancia l’allarme: mangiare a orari irregolari nel weekend rispetto ai giorni della settimana potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiache negli uomini.

Uno studio lungo 14 anni

La ricerca, pubblicata sulla rivista Communications Medicine e riportata anche da Nature, ha analizzato l’orario del primo e dell’ultimo pasto di oltre 100.000 partecipanti nei giorni lavorativi e nei fine settimana, lungo un periodo di follow-up di 14 anni tra il 2009 e il 2023. E i ricercatori hanno rilevato che, per ogni ora in più di “jet lag alimentare“, il rischio di malattie cardiovascolari aumentava del 14% e quello di cardiopatia coronarica del 21% tra gli uomini.

Gli uomini i più colpiti

I partecipanti sono stati suddivisi in base agli orari dei pasti: il primo gruppo mangiava prima nel fine settimana rispetto ai giorni feriali, il secondo manteneva orari simili in entrambi i casi e l’ultimo gruppo consumava i pasti più tardi nel fine settimana. Sia chi mangiava più tardi sia chi mangiava prima del solito presentava un rischio cardiovascolare più elevato rispetto al gruppo con orari regolari, indipendentemente dalla qualità complessiva della dieta. Sorprendentemente, questo andamento è stato osservato solo negli uomini, mentre nelle donne le variazioni di orario non sembrano avere lo stesso effetto. Questo perché secondo i ricercatori gli uomini hanno un rischio assoluto maggiore di malattie cardiovascolari.

Le motivazioni

L’ipotesi principale è che il “jet lag alimentare” aumenti il rischio di eventi cardiovascolari attraverso l’alterazione dei ritmi circadiani. Questi sono gli orologi interni del nostro organismo e si basano su un ciclo di 24 ore, regolando molte funzioni del corpo. Sono controllati soprattutto dalla luce e dai cambi veglia-sonno, ma anche le abitudini alimentari possono agire da sincronizzatore per gli orologi periferici, come quelli di fegato e cuore. Per questo allineare i pasti con i propri ritmi interni può favorire la salute metabolica, riducendo il rischio di malattie.

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