«Accetta tutti», «Rifiuta»: l’incubo dei cookie potrebbe finire. Ora 19 associazioni chiedono alla Ue di introdurre il consenso automatico

«Accetta tutti», «Rifiuta», «Gestisci le preferenze». La trafila che compare ogni volta che si apre un nuovo sito potrebbe diventare meno frequente. L’utente dovrebbe scegliere una sola volta quali cookies e forme di tracciamento consentire. È questa la richiesta è di 19 associazioni e organizzazioni per i diritti digitali e dei consumatori, tra cui Beuc, European Digital Rights (EDRi), noyb ed Electronic Frontier Foundation. Le associazioni chiedono all’Unione europea di rafforzare l’Articolo 88b del Digital Omnibus, il pacchetto di riforme delle norme digitali presentato dalla Commissione europea nel novembre 2025 che si occupa della gestione dei dati personali, dei cookie e dell’intelligenza artificiale. Secondo la coalizione, sarebbe il modo per liberare gli utenti dalle continue richieste di consenso senza rinunciare alla tutela della privacy.
Come funzionerebbe il consenso automatico
Invece di comunicare la propria scelta a ogni singolo sito, l’utente potrebbe impostare in anticipo le proprie preferenze attraverso il browser, il sistema operativo o un altro strumento. La decisione verrebbe poi trasmessa automaticamente ai siti e alle applicazioni visitate.
Non significherebbe vietare i cookie né decidere automaticamente al posto dell’utente. L’obiettivo è evitare di ripetere la stessa scelta sito dopo sito. La stessa Commissione riconosce il problema della cosiddetta cookie banner fatigue: davanti alla quantità e alla complessità delle finestre di consenso, molti utenti finiscono per cliccare un pulsante soltanto per riuscire ad accedere al contenuto.
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Perché la proposta rischia di saltare
La Commissione aveva inserito il principio nella proposta originaria dell’Articolo 88b, ma il meccanismo si è poi bloccato nei negoziati tra gli Stati membri. A giugno la presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue ha eliminato la disposizione sui segnali automatici dalla bozza di compromesso, dopo le resistenze di alcuni governi e associazioni di settore.
Per questo, le associazioni chiedono adesso alla presidenza irlandese del Consiglio, in carica dal 1° luglio al 31 dicembre, di reinserirla nel prossimo testo. Le organizzazioni si sono rivolte anche alle correlatrici del dossier, Marina Kaljurand e Aura Salla. Il Parlamento europeo, poi, deve definire la propria posizione sul Digital Omnibus.
Il precedente negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti le proprie preferenze si comunicano già in maniera automatica. Il Global Privacy Control prevede un segnale che permette al browser di comunicare ai siti la volontà dell’utente di limitare la vendita o la condivisione dei propri dati e che ha valore giuridico in alcuni Stati, tra cui la California.

