Femminicidio di Carol Maltesi, ergastolo per Davide Fontana nell’appello ter a Milano: confermata la premeditazione

È stato condannato all’ergastolo per omicidio premeditato Davide Fontana, l’ex bancario, reo confesso, che l’11 gennaio 2022 uccise e fece a pezzi l’ex fidanzata Carol Maltesi, 26 anni, nell’abitazione di lei a Rescaldina (Milano). Lo ha deciso la Corte d’Assise d’appello di Milano nel processo di secondo grado “ter”, riconoscendo la premeditazione, dopo due sentenze di Cassazione che avevano annullato con rinvio la condanna all’ergastolo proprio sul punto di quell’aggravante. Si è chiuso così il sesto processo sul caso.
Le parole della sorella
«Speriamo che sia finita stavolta, ma non ci credo più, siamo al sesto processo. Sono contenta per la sentenza. Abbiamo fatto un passo avanti. Non abbiamo altre consolazioni che questa sentenza». Sono le parole di Anna, sorella di Carol Maltesi, tra le parti civili, tra cui anche il padre di Carol, rappresentate dagli avvocati Anna Maria Rago, Riccardo Terron e Manuela Scalia. «Non c’è alcuna intenzione di un incontro sulla giustizia riparativa (a cui è stato ammesso Fontana tempo fa, ndr), non voglio sapere nulla di lui. A gennaio sono 5 anni che è stata uccisa, cosa dobbiamo ancora rivalutare?», ha concluso.
Il sesto processo
La Corte d’Assise d’appello di Milano (presidente Enrico Manzi), dopo l’ultimo rinvio da parte della Suprema Corte dello scorso febbraio, ha confermato la condanna all’ergastolo per omicidio aggravato dalla premeditazione, oltre che dalla crudeltà. I giudici hanno confermato anche la «subvalenza» delle attenuanti generiche rispetto alle aggravanti. E pure le pene accessorie. Le motivazioni dell’ultimo verdetto saranno depositate tra 60 giorni. Sicuramente ci sarà un settimo processo, perché la difesa, con il legale Stefano Paloschi, farà ricorso.

