Cosa pensa Jürgen Klopp dell’Afd, la risposta del ct della Germania sul boom dei neonazisti: «Non lascio l’orgoglio nazionale alle persone sbagliate»

«Non voglio lasciare l’orgoglio nazionale nelle mani delle persone sbagliate». Jürgen Klopp, l’attuale ct della Nazionale tedesca, durante una conferenza stampa in cui ha annunciato le sue prime convocazioni, ha preso posizione contro l’avanzata dell’estrema destra in Germania dopo la recente vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt. D’altronde quando l’ex allenatore del Liverpool parla non è mai banale, soprattutto riguardo la politica. Nel 2004, dopo la vittoria del premio come allenatore tedesco dell’anno alla guida del Mainz, diceva di credere nello stato sociale, nel 2019, dopo le elezioni del Parlamento Europeo, aveva espresso la sua insoddisfazione riguardo i risultati delle urne e la classe politica che, a detta sua, lavora costantemente per rendere le persone spaventate del futuro. Non da meno era stato nel 2018 dopo la vittoria di Donald Trump: «Non è possibile che l’America sia un Paese così grande e importante e alla fine il presidente degli Stati Uniti sia Donald Trump».
Cosa pensa Klopp dell’ascesa di Afd
«Abbiamo avuto delle elezioni in cui alcuni pensavano che andasse bene, e altri pensavano: “Mio Dio, cosa sta succedendo qui?», ha commentato Klopp. Pur sottolineando di non essere un esperto di politica, ha aggiunto: «Dal mio punto di vista di sportivo, posso dire che mi piacerebbe riprendermi la bandiera per me stesso, per noi. Non voglio lasciare l’orgoglio nazionale alle persone sbagliate». E ha aggiunto: «Posso essere orgoglioso di essere tedesco, pur essendo aperto, inclusivo, amichevole e accessibile», ha proseguito, sottolineando che il calcio «può promuovere un senso di comunità, far sentire davvero il potere dello sport».
Da dirigente della Red Bull a ct tedesco
Klopp è diventato allenatore della Germania a luglio, dopo il disastro combinato da Nagelsmann nella spedizione americana, conclusasi con la terza eliminazione consecutiva nelle fasi iniziali di un Mondiale. Veniva da un periodo sabbatico dopo aver lasciato l’incarico di dirigente e coordinatore delle squadre della galassia Red Bull. E prima ancora da una straordinaria carriera di allenatore culminata con la Bundesliga col Dortmund e la Premier e la Champions col Liverpool dopo una sfida eterna col rivale e l’amico di sempre Pep Guardiola.

