Il nonno muore investito, gli 11 nipoti ottengono il risarcimento anche se abitano lontano: per il giudice conta l’esistenza di un rapporto affettivo

Non abitavano con il nonno e alcuni vivevano addirittura in altre regioni o all’estero. Eppure il Tribunale di Castrovillari, in provincia di Cosenza, ha riconosciuto il diritto al risarcimento per la morte del nonno anche ai nipoti più lontani che abitavano in Germania. A ciascuno degli undici nipoti dell’85enne andranno somme comprese tra 41mila e 52mila euro, oltre agli interessi.
Il giorno dell’incidente
L’incidente risale alla mattina del 25 marzo 2016. Erano circa le 7.45 quando, secondo la ricostruzione riportata nella sentenza del tribunale, il conducente di un furgone aveva investito e ucciso l’uomo di 85 anni durante una manovra in retromarcia.
La richiesta dei nipoti
Dopo la morte del nonno, gli undici nipoti avevano presentato una richiesta di risarcimento ma la compagnia assicurativa aveva respinto la domanda, sostenendo che i richiedenti non facessero parte del «nucleo familiare convivente della vittima» e che, quindi, non rientrassero tra i soggetti ai quali riconoscere il danno per la perdita del rapporto parentale.
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La ricostruzione dei rapporti tra nonno e nipoti
Il caso è arrivato davanti al giudice del Tribunale di Castrovillari, secondo cui la convivenza non costituisce un requisito indispensabile per ottenere il risarcimento. Nel caso dei parenti che non appartengono al nucleo familiare più stretto, tuttavia, chi chiede il risarcimento deve dimostrare l’esistenza concreta di un «rapporto affettivo significativo».
Secondo il giudice, nel caso in questione questo rapporto esisteva: i nipoti lo hanno dimostrato attraverso le testimonianze raccolte nel processo, durante il quale è emersa l’immagine di una famiglia numerosa che continuava a riunirsi durante le feste, e durante l’estate nella casa in montagna del nonno, dove tornavano periodicamente anche i nipoti che vivevano all’estero. Per alcuni il rapporto era particolarmente intenso: una nipote aveva trascorso sei mesi nell’abitazione dei nonni; un altro aveva frequentato abitualmente la casa del nonno e partecipato ai pranzi domenicali prima di trasferirsi a Modena; un nipote lo aiutava nelle commissioni e lo accompagnava alle visite; un altro lo incontrava ogni settimana e svolgeva insieme a lui attività nell’orto. Anche per la nipote più piccola, di cinque anni, sono stati riferiti incontri, visite e passeggiate insieme al nonno.
I risarcimenti concessi ai nipoti
Il rapporto dei nipoti con l’uomo erano reali, eppure diversi da quelli caratterizzati da una convivenza quotidiana o dall’assistenza continuativa. Per questo il giudice ha collocato il risarcimento nella fascia inferiore rispetto al parametro medio previsto dalle tabelle milanesi utilizzate per calcolare il danno parentale. Le somme, rivalutate a luglio 2026, vanno da 40.967,65 euro a 51.654,86 euro per ciascun nipote. A pagare, in solido, saranno la compagnia assicurativa e la società proprietaria del veicolo.

