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Cassazione, il diritto dei nonni a vedere i nipoti non è assoluto: prevale l’interesse del minore

24 Agosto 2026 - 21:06 Francesca Milano
Nonni e nipoti
Nonni e nipoti
La vicenda arrivata in Cassazione riguarda due bambini a cui i genitori impedivano di vedere i nonni
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Due nonni si sono rivolti al Tribunale per poter frequentare i nipoti, ma la Corte di Cassazione – pur ammettendo le visite – ha ribadito che quello dei nonni è «un diritto non assoluto, il cui esercizio è subordinato alla verifica giudiziale dell’“esclusivo interesse del minore”».

Il caso arrivato in Cassazione

La madre dei due bambini – e figlia dei due nonni – sosteneva di avere subito dai propri genitori condotte vessatorie e una forma di violenza psicologica. Anche per questo si era rifiutata di intraprendere con loro un percorso di mediazione familiare e, d’accordo con il marito, si era opposta agli incontri tra nonni e nipoti.

Il Tribunale per i minorenni di Potenza aveva però riconosciuto ai nonni il diritto «di instaurare e mantenere rapporti significativi con i nipoti mediante incontri protetti, con cadenza quindicinale, presso i Servizi sociali». Secondo i giudici, infatti, l’istruttoria non aveva fornito riscontri sufficienti alle condotte denunciate dalla madre e il conflitto tra gli adulti non era, da solo, idoneo a pregiudicare i bambini.

La coppia di genitori dei bambini aveva impugnato il provvedimento davanti alla Corte d’appello di Potenza, contestando la mancanza di un legame affettivo preesistente tra i nonni e i nipoti, la tenera età dei minori e il mancato accertamento dell’idoneità dei nonni. I giudici di della Corte d’appello avevano però confermato gli incontri, escludendo che fossero emersi «profili di turbamento o di squilibrio affettivo tali da rendere gli incontri contrari al superiore interesse dei minori».

Il ricorso in Cassazione

Nel ricorso in Cassazione, i genitori hanno sostenuto che alcuni incontri si erano svolti a luglio, mentre quelli fissati a novembre e dicembre 2024 non erano avvenuti perché uno dei bambini avrebbe manifestato la volontà di «non staccarsi dai genitori», mentre la sorella era malata. I genitori avevano anche contestato il mancato ascolto dei minori e l’assenza di strumenti alternativi, come una consulenza, le videoregistrazioni o la valutazione degli psicologi presenti.

La Cassazione ha respinto il ricorso dei genitori, lasciando in vigore gli incontri protetti con i nonni. Nonostante questa decisione, però, i giudici della Suprema Corte hanno chiarito che quello dei nonni è «un diritto non assoluto, il cui esercizio è subordinato alla verifica giudiziale dell’“esclusivo interesse del minore”». La loro posizione è «derivata e recessiva rispetto a quella dei genitori» e il diritto di visita è «strumentale al benessere del minore, non autonomo né paritario».

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