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Beatrice morta a Bordighera, le sorelle provarono a parlare con i nonni: «Da loro nessuna risposta». Le chat shock e «l’indole crudele» di Iannuzzi

04 Giugno 2026 - 17:39 Alba Romano
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Le bambine di 9 e 7 anni avrebbero cercato aiuto dai nonni senza successo. Intanto, proseguono le indagini. Per l'accusa, il compagno della madre «trae piacere dalla sopraffazione»
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Le due sorelle maggiori di Beatrice, la bambina di due anni morta a Bordighera dopo aver subito gravi maltrattamenti e violente percosse, avevano cercato di confidare ai nonni materni il disagio e la sofferenza vissuti a causa dei comportamenti della madre e del suo compagno, senza però ottenere «alcun riscontro». Secondo il magistrato che ha richiesto la misura cautelare nei confronti di Emanuela Aiello, 44 anni, ed Emanuel Iannuzzi, 42 anni, le due bambine, di 9 e 7 anni, hanno reso dichiarazioni «logiche, lineari, coerenti e dettagliate», prive di qualsiasi «intento ritorsivo». E «sono credibili quando raccontano i maltrattamenti subiti da loro e da Beatrice» anche perché le loro dichiarazioni «intrinsecamente attendibili» sono state riscontrate «in modo oggettivo da numerose evidenze».

Le chat shock nel telefono del compagno della madre

Anche il materiale trovato nel cellulare del compagno della madre ha confermato il racconto delle due bambine. Negli atti dell’inchiesta che ipotizza il reato di morte in conseguenza di maltrattamenti – e che prevede da 12 a 24 anni di carcere, più dell’omicidio preterintenzionale inizialmente contestato – ci sono i messaggi che mandava alla sorella più grande della vittima. «Speriamo che si svegli tra sei mesi, sta m…» e «Guarda che bella foto. Mi sono spaventato quando l’ho vista… Mamma mia, che faccia da c… che ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?». Per il gip Massimiliano Botti, questi elementi rientrano tra i «gravissimi indizi» riportati nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Aiello e Iannuzzi. 

Il profilo agghiacciante di Emanuel Iannuzzi: «Indole crudele»

In particolare, per il compagno della donna, viene tracciato un profilo agghiacciante: «Emanuel Iannuzzi – si legge nelle carte – ha manifestato un’indole crudele, votata alla sopraffazione violenta del prossimo, dalla quale trae verosimilmente piacere, posto che, altrimenti, non appare spiegabile il parossismo con cui si è accanito contro la piccola Beatrice, al punto da cagionarle i terribili ematomi raffigurati nelle immagini in atti o da infilarle in bocca una sigaretta di hashish». 

I precedenti del compagno della madre di Beatrice

Un’indole violenta già manifestata in passato, quando nel 2019 era stato arrestato per l’uccisione di un maialino. In quell’occasione, l’uomo, già gravato da precedenti penali, come la detenzione illegale di armi, si era ripreso con il proprio smartphone mentre, con un colpo diretto alla testa, uccideva l’animale. Anche in quel caso, il video era nel suo telefonino. Immagini chiarissime, avevano scritto all’epoca gli inquirenti, con le quali Iannuzzi aveva voluto documentare il gesto.

Foto copertina: ANSA/ALICE SPAGNOLI | Nella combo, Emanuel Iannuzzi, Emanuela Aiello e la villetta di Bordighera dove viveva la bambina trovata morta lo scorso 9 febbraio. Bordighera, 31 maggio 2026

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