L’addio di Milano a Sandro Mazzola. Moratti, commosso: «Raggiungi i campioni della Grande Inter»

È stato prima di tutto il figlio di Valentino, scomparso nella tragedia di Superga che ha coinvolto il Grande Torino. Poi, quasi a imitare il padre, che, chissà, tornerà ad allacciargli gli scarpini, Sandro è stato uno straordinario trequartista, ha fatto parte di un’altra squadra leggendaria, la Grande Inter del Mago Helenio Herrera, con cui ha vinto due Champions League, anche se allora si chiamava Coppa dei Campioni, segnando in una finale storica contro il Real Madrid. Ma Sandro è stato anche un grande uomo, un leale compagno e un amico fidato. Come ha dimostrato il suo rifiuto alla Juventus per non tradire il ricordo del padre nell’immaginario granata quasi più simile a una divinità che a un uomo. E anche le parole di chi ha partecipato al funerale, celebrato nella giornata di oggi 21 settembre nella Basilica di Sant’Ambrogio, dopo la sua scomparsa nella notte di sabato a quasi 83 anni.
La bara col numero 8
A sollevare la bara col numero 8 verso lidi più lieti c’era chi ha condiviso con lui una fetta di vita, Beppe Bergomi, storico capitano nerazzurro. «Ha spinto per il mio esordio con Bersellini, è stato quello che mi ha fatto il primo contratto e ha seguito tutto il mio percorso». L’ex capitano dell’Inter ha poi evidenziato il carattere mai divisivo di Mazzola, amato da tutti: tifosi e rivali, nonostante fosse una leggenda nerazzurra. «È stato veramente un grande campione, di quelli che non rappresentano una bandiera, ma sono campioni di tutti».
Il ricordo di Massimo Moratti
Erano presenti anche il presidente dell’Inter Beppe Marotta, il vicepresidente Javier Zanetti, l’ex presidente Massimo Moratti che, commosso, ha voluto ricordarlo: «Raggiungi i campioni della Grande Inter, del cui prestigio godiamo ancora adesso. Troverai la pace dopo una vita tanto intensa e noi non ti scorderemo mai». E non solo, c’erano anche gli ex compagni di squadra di Mazzola Gianfranco Bedin e Aristide Guarnieri, il presidente della Figc Giovanni Malagò e il presidente del Milan Scaroni.

