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Decreto scuola, Meloni: «Norme di buonsenso, evitiamo classi-ghetto». Schlein: «Vergognoso, è caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli»

24 Settembre 2026 - 21:22 Costanza Saporito
Segretaria PD e Presidente del Consiglio
Segretaria PD e Presidente del Consiglio
Le reazioni della politica dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Decreto scuola
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È proseguito a suon di dichiarazioni lo scontro tra maggioranza e opposizione dopo l’approvazione del Decreto scuola da parte del Consiglio dei ministri al termine di una settimana di polemiche sul tema. Il provvedimento impone un tetto del 30% nelle classi per gli stranieri che non conoscono adeguatamente l’italiano e vieta burqa e niqab nelle scuole.

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni e Matteo Salvini

«Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità». Ha commentato così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social subito dopo l’approvazione del decreto. «È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto». Festeggia anche Matteo Salvini. Nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, che ha ringraziato «anche a nome di genitori e insegnanti», ha parlato dell’obiettivo fondamentale di «mettere ordine in una giungla».

Il commento di Elly Schlein: «Un decreto vergognoso»

Dall’opposizione sono arrivate dichiarazioni cariche di indignazione. «Un decreto vergognoso, che prova a nascondere dietro una nuova bandiera ideologica l’incapacità del governo di dare risposte ai problemi concreti della scuola pubblica». Ha commentato così l’approvazione del provvedimento la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha ribadito che «la scuola è aperta a tutti, come dice la nostra Costituzione».

Per Schlein i problemi della scuola sono ben altri: le condizioni degli edifici scolastici, innanzitutto, con 68 crolli e 80mila infortuni soltanto nell’ultimo anno, ma anche gli oltre 500 euro che le famiglie devono spendere per i libri di testo, mentre gli stipendi degli insegnanti restano tra i più bassi d’Europa. «Ciò che esce dal Consiglio dei ministri di oggi conferma che il governo Meloni vive su un altro pianeta rispetto al Paese reale. Dopo 4 anni di tagli e nessun investimento serio sull’edilizia scolastica si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli».

Le parole di Nicola Fratoianni

Sulla stessa linea di Schlein il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: «Siamo di fronte a una propaganda indegna sulla pelle dei bambini e delle bambine. Nella scuola non ci sono bambini e bambine diversi, ci sono bambini e bambine che studiano, giocano, vivono, piangono e ridono e lo fanno insieme ai nostri figli».

Cosa succede adesso

Il decreto non è ancora operativo: per entrare in vigore deve essere firmato dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento il decreto è efficace, anche se il tetto per la formazione delle classi prime scatterà dall’anno scolastico 2027/2028, ma il Parlamento ha 60 giorni per convertirlo in legge, pena la sua decadenza.

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