Parla la mamma del 15enne precipitato da un traliccio: «Nessuna sfida social. Mio figlio amava il parkour ed era pieno di vita»

«Sulla tragedia di mio figlio si è fatto sciacallaggio. Non è accettabile». A parlare, in un’intervista al Corriere della Sera, è Gioia Farina, madre di Jacopo Trabattoni, il 15enne che venerdì 25 settembre ha perso la vita dopo essere precipitato da un traliccio. Nelle ore successive alla notizia, si è fatta largo la pista che il giovane si fosse arrampicato sul pilone dell’alta tensione per una sfida social. Una ricostruzione che la Procura di Lodi, impegnata nelle indagini sulla vicenda, ha preso in considerazione, ma che la famiglia del ragazzo nega con fermezza. «Sono state scritte molte cose, in gran parte sbagliate. Non è accettabile», si sfoga la mamma Gioia Farina parlando con il Corriere.
L’ultimo selfie prima di precipitare
La donna descrive suo figlio Jacopo come «un ragazzo appassionato, che amava la vita. Aveva un’energia pazzesca e una creatività enorme». Tra le sue passioni c’era anche il parkour e aveva un istruttore che lo seguiva da tempo. Nell’intervista al Corriere, Gioia Farina conferma che suo figlio ha scattato un selfie dalla cima del traliccio poco prima di precipitare: «Sì, quella fotografia esiste e l’abbiamo vista. È stato un elemento che gli agenti della Questura di Lodi hanno acquisito dopo aver sbloccato il telefono di Jacopo. È stato anche l’elemento che ci ha permesso di riconoscere nostro figlio dopo la tragedia».
La preside: «I suoi compagni di classe sono sconvolti»
Nel frattempo, la notizia della morte di Jacopo è giunta anche ai suoi compagni di classe. «Più che addolorati, sono sconvolti. Faremo interventi di supporto anche con psicologi per ascoltarli e aiutarli a superare quanto accaduto», spiega la dirigente scolastica Daniela Verdi, che guida il liceo artistico Callisto Piazza, la scuola di Lodi frequentata da Jacopo Trabattoni. «Noi – aggiunge la preside – abbiamo 110 ragazzi fantastici, eccezionali. La scuola è l’ultimo baluardo, l’ultima spiaggia tra le agenzie educative ma noi siamo consapevoli del lavoro di grande responsabilità che abbiamo: per questo favoriamo a tutti i livelli la relazione umana, che per noi è fondamentale. Questa tragedia non la voglio commentare».
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