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L’ex capo della polizia Franco Gabrielli entra in politica: «Mi impegno con Ruffini. Il successo di Vannacci? Dimostra il fallimento del governo»

02 Ottobre 2026 - 11:16 Ettore Ambrosi
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«Nel centrosinistra senza ambiguità», ha detto in un'intervista al Corriere della Sera. L'apertura a Renzi, le primarie solo «dopo il programma» e la stoccata sul leader di Futuro Nazionale
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Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, ha deciso di scendere in campo e di impegnarsi direttamente in politica al fianco di Ernesto Maria Ruffini. Una scelta, spiega in un’intervista al Corriere della Sera, maturata senza la ricerca di incarichi o garanzie personali. «Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa», afferma Gabrielli. L’obiettivo, sottolinea, è contribuire «in prima persona alla costruzione di una nuova idea di Paese». E aggiunge: «Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto».

«La nostra collocazione è nel centrosinistra»

Gabrielli chiarisce anche la collocazione politica del nuovo progetto, definendola «senza ambiguità» nel centrosinistra. Nessuna ricerca di una posizione equidistante tra gli schieramenti, dunque, né l’idea di costruire un centro autosufficiente. «Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra», spiega. «Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo». L’obiettivo, secondo l’ex capo della Polizia, non sarebbe quello di mettere insieme semplicemente diverse sigle politiche in funzione anti-avversario, ma di costruire un’alleanza fondata su una visione condivisa del Paese.

Renzi e Calenda, nessun veto

Nel progetto trova spazio anche il confronto con le altre forze dell’area centrista. Gabrielli non pone preclusioni nei confronti di Matteo Renzi, ricordando che il leader di Italia Viva «da tempo dichiara di volersi collocare nel centrosinistra». Per Gabrielli, questo elemento «non può essere ignorato». Diverso il discorso per Carlo Calenda. In questo caso, sostiene, sarà il nuovo progetto politico a dover elaborare una proposta capace di rivolgersi anche a lui e al suo elettorato.

Primarie, prima il progetto e poi la leadership

Gabrielli interviene anche sul tema delle eventuali primarie del cosiddetto Campo largo. Lo strumento, osserva, può essere utile, ma soltanto dopo aver definito le basi politiche dell’alleanza. «Prima si costruiscono un programma condiviso, un perimetro politico e regole comuni», afferma. Solo successivamente, aggiunge, «eventualmente si chiede ai cittadini di scegliere chi debba assumersi la responsabilità di guidare quel progetto». Il rischio, secondo Gabrielli, sarebbe trasformare le primarie in una competizione interna tra partiti: «Sarebbe un suicidio organizzare le primarie come una conta tra partiti».

Vannacci e il tema della sicurezza

Nell’intervista trova spazio anche il fenomeno politico legato a Roberto Vannacci. Secondo Gabrielli, la crescita del generale sarebbe anche «la dimostrazione del fallimento del governo», in particolare sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. L’ex capo della Polizia mette inoltre a confronto le posizioni attuali del leader di Futuro Nazionale con quelle sostenute in passato da Giorgia Meloni quando era all’opposizione: «Vannacci dice oggi molte delle cose che Meloni diceva quando era all’opposizione». Gabrielli sottolinea però la differenza tra la fase dell’opposizione e quella di governo: «Un conto è spararle grosse dall’opposizione, un altro è governare fenomeni complessi».

Foto copertina: ANSA/TINO ROMANO | Franco Gabrielli all’Arena Robinson di Repubblica al salone del libro, Torino 17 maggio 2026

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