Dopo l’11% alle suppletive di Reggio Calabria, Vannacci punta a Catanzaro. Furgiuele a Open: «Pronti con un candidato autorevole»
Futuro Nazionale è nato da pochi mesi, ma in Calabria ha già individuato il prossimo terreno su cui misurarsi. Dopo il risultato ottenuto alle suppletive di Reggio Calabria, dove il candidato di FnV, fresco del distacco da Forza Italia, Domenico Giannetta, ha raccolto il 10,94%, il partito del generale Vannacci guarda ora alle amministrative. In particolare, alle elezioni comunali a Catanzaro, capoluogo di regione, dove si voterà nel 2027. «L’obiettivo sarà continuare l’operazione di strutturazione, aumentare i tesseramenti e i comitati e iniziare a ragionare sugli appuntamenti amministrativi delle città importanti», spiega a Open il coordinatore regionale e deputato di FnV, Domenico Furgiuele. E avverte: «Il centrodestra non si illuda che il 51% in Calabria valga anche a livello nazionale».
Furgiuele: «L’11% alle suppletive è la partenza di un ragionamento»
Per il coordinatore regionale, il risultato delle suppletive non può essere letto soltanto attraverso i numeri, anche se quelli ottenuti vengono rivendicati con orgoglio. «Il bilancio di questo appuntamento elettorale non si ferma soltanto al superamento della doppia cifra di un partito nato sei mesi fa», sostiene Furgiuele, commentando gli 8.226 voti raccolti da Domenico Giannetta, candidato di FnV. La campagna elettorale, prosegue, è servita anche a consolidare una struttura ancora in costruzione: «Futuro Nazionale è un partito nato da sei mesi, e io sono stato incaricato da poco più di due mesi nella gestione».
La prova della raccolta firme: «Abbiamo certificato il nostro simbolo»
C’è poi un secondo elemento che il deputato considera decisivo: l’aver portato a termine «la trafila della raccolta firme, delle certificazioni e delle autentiche». Un passaggio che, secondo Furgiuele, ha dimostrato la capacità organizzativa di una formazione ancora giovane: «La prima vittoria è stata la capacità del partito di dimostrare di avere una struttura che ha saputo affrontare il muro della burocrazia». Il tema potrebbe assumere un peso ancora maggiore con le modifiche alla legge elettorale e l’eventuale aumento delle firme necessarie per le forze politiche non rappresentate.
Poi c’è la questione della discesa in campo del simbolo, dal momento che l’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale), proprio nei giorni scorsi aveva ammesso l’atto di opposizione presentato dall’associazione Nazione Futura contro il nome e il simbolo scelti da Roberto Vannacci per il partito Futuro Nazionale: «La Corte dell’Appello di Catanzaro non ha rilevato alcuna difficoltà a certificare il nostro simbolo, creando un precedente».
Infine, un ultimo risultato: «Abbiamo portato dentro un consigliere regionale», dice, riferendosi a Giannetta, che prima sedeva in Consiglio regionale con Forza Italia. Il dato elettorale, quindi, resta per Furgiuele soprattutto un punto di partenza: «L’11% non è la chiusura di un ragionamento. L’11% è la partenza di un ragionamento». Una doppia cifra che il coordinatore mette a confronto con il primo risultato elettorale di Fratelli d’Italia, che alle politiche del 2013 ottenne l’1,96%: «Noi alla nostra prima partecipazione ci siamo affermati con l’11% in uno dei collegi più difficili in Italia».
Su Catanzaro, in arrivo «una candidatura autorevole»
Il lavoro, assicura, non si è fermato alla campagna elettorale. «Dal mio insediamento sono aumentate di 2mila unità i tesseramenti», afferma. L’obiettivo adesso è allargare ulteriormente la rete territoriale e prepararsi alle prossime amministrative. Il primo appuntamento già segnato sul calendario è quello a Catanzaro, capoluogo di regione, con le elezioni comunali a maggio 2027. «Lì siamo già pronti con una nostra proposta di lista – e anche altre che si vorrebbero aggregare di carattere civico – e con una candidatura autorevole», dice.
Ma la strategia non prevede una candidatura a tutti i costi. «Noi siamo persone serie, non abbiamo la fregola di candidarci ovunque. Ci candidiamo dove la realtà è consolidata, dove abbiamo la certezza che ci sono donne e uomini che hanno l’esperienza per poter consolidare il partito». E, sul punto, FnV non chiude le porta a nessuno: «A noi non interessa da dove vieni. Quello che ci interessa è che tu sia disposto ad assimilare il progetto». Che, ricorda, vede tra i punti imprescindibili quelli della «tutela del territorio, dei confini, dell’identità, della famiglia e della comunità». Ma chiude le porte, invece, ad aggregazioni elettorali tra simboli diversi: «Non esistono aggregazioni di altri simboli con noi. Esiste che tu sposi Futuro Nazionale».
Furgiuele: «Forza Italia ha preso il 51% nella Libia di Gheddafi»
Il risultato di Reggio Calabria, che ha visto Forza Italia vincere con un vantaggio significativo, raccogliendo il 51% dei voti in favore del tesoriere del partito, Fabio Roscioli, non è un dato così positivo, secondo Furgiuele: «Il centrodestra al comune di Reggio Calabria, due mesi fa, ha preso il 65%, e adesso è sceso al 51%». L’appuntamento elettorale è certamente diverso: alle regionali si esprime una preferenza personale all’interno di una lista, mentre alle suppletive si vota direttamente un candidato in un collegio uninominale. Ma Furgiuele ribatte sul punto: «Noi abbiamo preso l’11%, ma quello che ha perso Forza Italia non glielo abbiamo tolto solo noi, anche per loro stessa ammissione».
Di certo c’è che la strategia di scegliere un candidato reggino, coerente con il territorio, questa volta non ha necessariamente ripagato. Vannacci aveva rivendicato lo schieramento di un esponente locale (Giannetta, appunto), contro «la politica rancida e poltronara di chi presenta un candidato romano da far eleggere con i voti dei reggini»: riferimenti, questi, non casuali e rivolti proprio al candidato degli azzurri. Ma, alla fine, gli elettori hanno scelto il romano Roscioli.
Proprio questo risultato sarebbe però, secondo Furgiuele, il riflesso di una dinamica che Futuro Nazionale punta a mettere in discussione. «È frutto di qualcosa che ha poco di politico e molto di territoriale. Se tu hai il controllo del comune, della città metropolitana, e il tuo presidente di regione è tra i primi tre più amati dagli italiani, hanno tutti la possibilità di muovere delle leve che poco hanno a che fare con la politica e tanto di territoriale. Allora il cittadino viene un po’ soggiogato», sostiene. Furgiuele descrive così Reggio Calabria come una realtà particolarmente difficile da penetrare per una forza politica appena nata: «A Reggio c’è una Libia di Gheddafi impenetrabile, dove noi abbiamo condotto una battaglia che ha segnato sicuramente la storia e sta facendo ragionare la Meloni».
Suppletive e bassa affluenza: «Il centrodestra si faccia un esame di coscienza»
Un dato conforta però Futuro Nazionale: quello della bassa affluenza. «L’esame di coscienza che dovrebbe farsi il centrodestra è che, comunque, le persone sono andate a votare nella misura del 22%». Un segnale chiaro, secondo il deputato, che «la gente è stufa proprio di loro». Inoltre, prosegue, «più bassa è la partecipazione, più pesano apparati, strutture e coalizioni non solo consolidati nel tempo, ma “incrostati” nel territorio». E qui, secondo Furgiuele, si inserisce il suo partito: «Futuro Nazionale diventa l’alternativa per quel popolo di centrodestra che non vuole più rimanere soggiogato ai diktat di partiti come Forza Italia», accusato di «fare e disfare anche per nome e per conto dei militanti degli altri partiti». Ma anche un’alternativa per «gli elettori di Fratelli d’Italia e di quello che resta della Lega».
Il monito al centrodestra: «A livello nazionale non vince»
«Il centrodestra a livello nazionale non vince», sostiene il coordinatore, richiamando poi i sondaggi: «Le rivelazioni demoscopiche dicono che i due schieramenti sono appaiati. E quindi Vannacci sarebbe l’ago della bilancia». «Noi siamo aperti», dice, riferendosi all’ipotesi di un dialogo, ma «ad oggi, non avendo avuto alcuna disponibilità da parte del centrodestra a ragionare, ci comporteremo di conseguenza anche in ambito territoriale».
E lancia un messaggio alla coalizione: «Il centrodestra farebbe bene a fare un bel bagno di umiltà e a fare un passo di lato, non un passo indietro». Secondo il coordinatore, il risultato delle suppletive dovrebbe spingere le classi dirigenti del centrodestra a interrogarsi sulla distanza tra i risultati ottenuti sul territorio e gli equilibri nazionali. «Se si perderà, la colpa andrà soltanto agli ottusi che non hanno la percezione della realtà, che si illudono che il voto di Reggio Calabria del 51% sia tranquillamente capace di essere riportato in ambito nazionale», afferma.
La repliche sui fuoriusciti dai comitati
Le cronache politiche recenti sono state arricchite da molti racconti rispetto ai fuoriusciti da Futuro Nazionale. In alcuni casi, come per alcuni comitati proprio a Reggio Calabria, si era parlato di esponenti che avrebbero lasciato il partito, portando con sé gruppi di iscritti, anche corposi: si diceva fino a 2mila persone. Una ricostruzione che il coordinatore respinge con forza: «Io posso certificare che da due mesi a questa parte, cioè dalla mia nomina, sono aumentate di oltre 2 mila unità le tessere e di tre unità i comitati», afferma.
E insiste sulla necessità di verificare i numeri dichiarati dai singoli esponenti: «Se la stampa vuole fare un’attenta e accurata indagine, basta che si confronti con i responsabili del tesseramento di qualsiasi partito. Ne evincerà che quelle fuoriuscite non esistono: o perché non sono state mai calcolate in termini di entrata, o perché non sono state mai registrate come uscite». Ma Furgiuele rilancia la questione con un nuovo interrogativo: «L’anno prima, chi ai giornali ha detto che governava con 2.500 tessere, si era candidato alle comunali. E qui c’è un dato certo, verificabile al ministero degli Interni, che non sbaglia mai: ha preso 33 preferenze». Ma «i conti non tornano», prosegue: «Se io sono capace di governare 2.500 tessere, che se ne vanno da Futuro Nazionale e contro Furgiuele, perché poi al Comune prendo 33 voti?».
«La Calabria si è fatta trovare pronta»
«I calabresi non hanno l’anello al naso»: così Furgiuele, che è originario proprio di quella terra, descrive una «Calabria all’avanguardia», anche nella sua apertura a FnV laddove, nel vecchio centrodestra, non troverebbe più risposte. «Ci sono molti consiglieri comunali, ex amministratori, gente di destra che ha militato per tanti anni che non si rivede in questo centrodestra», spiega parlando di Catanzaro. Futuro Nazionale, invece, vuole rappresentare una destra legata alla tradizione, al territorio e alla comunità: «La concezione del partito è quella di riferimenti che sono eterni», rivendica.
«Noi siamo territorio. Siamo storia. Siamo identità, imprese familiari, famiglia e comunità», scandisce, «non siamo commercio o un cartello elettorale che si coagula senza avere nessun punto di riferimento». Per il coordinatore, la differenza rispetto agli altri partiti è chiara: «Io non riesco a capire cosa differenzia Forza Italia dal PD, o FdI da forze imperialiste di centrosinistra». E rivendica: «Noi siamo programma, condivisibile o meno. Gli altri sono programma soltanto un mese prima della presentazione delle liste, quando si ha bisogno di un pezzo di carta da depositare». Per poi concludere: «Futuro Nazionale segna il tempo della sovranità e del pragmatismo».

