Lo zio frate di Giuseppe Conte e la speranza dei licenziati di Padre Pio: «E chi lo vede?». Quella volta che lo andò a trovare: «Fece baldoria…»
L’ultima volta che ha visto il nipote Giuseppe Conte, fra’ Fedele se la ricorda come una giornata di confusione. Il frate, 93 anni, è uno dei fratelli del padre dell’ex presidente del Consiglio e vive nel convento di San Giovanni Rotondo. Alla domanda di Davide Carlucci su Repubblica Bari se il nipote Giuseppe sia mai andato a trovarlo, ricorda una giornata sicuramente diversa dalle solite più tranquille a cui è abituato: «È venuto un giorno, ha fatto baldoria, tutti volevano fare la fotografia con lui. Ma io non sono del mondo. Io sono del Vangelo…».
Cosa può fare Conte per i sacristi di San Giovanni Rotondo
A San Giovanni Rotondo è in corso una crisi per i dipendenti del santuario di Padre Pio. I sacristi che rischiano il licenziamento hanno avviato una vertenza. E non escluderebbero di puntare sulla parentela illustre del frate per far parlare della loro situazione. Pochi giorni prima avevano scritto a Papa Leone, per chiedere di non essere abbandonati. Fra’ Fedele però non è convinto dell’idea di coinvolgere il leader del Movimento 5Stelle, e del resto con la politica dice di non immischiarsi. «E che deve fare? E chi lo vede, poi, mio nipote? Non è con lui che si deve parlare», risponde. Della vicenda è informato solo di straforo. Dalla sala dove impartisce le benedizioni spiega: «Adesso qui ci sono le suore. La sacrestia l’abbiamo affidata a loro. I sacristi hanno fatto causa, perché meritavano uno stipendio migliore, hanno vinto loro, hanno ricevuto quello che spettava loro, però sono stati sospesi. Ma lavorano tutti, qua. E vengono pagati».
Chi è fra’ Fedele e che rapporto aveva con Padre Pio
Il frate racconta di aver conosciuto Padre Pio da bambino, negli anni Quaranta del secolo scorso. In famiglia erano nove figli, sette maschi, e lui era il sesto. Il padre Achille partiva di notte da Cerignola per portare tre figli alla messa delle quattro del mattino. «All’epoca non capivo, credevo fosse un film. Poi mi sono avvicinato a lui e mi ha confessato», ricorda. Padre Pio lo ha confessato dai 18 ai 32 anni e poi lo ha spinto a entrare in convento, mentre Fedele lavorava come fotografo, si era formato a Roma e aveva aperto un’attività da ottico. Il santo lo avrebbe incalzato con un «Uagliò, ma tu t’ada sistemà o t’a fa monache?», rassicurandolo sui genitori anziani: «A loro penserà Iddio». Tra i fratelli c’era anche Nicola, il padre di Giuseppe, trasferito a San Giovanni Rotondo, dove lavorava come segretario comunale. Il giorno della canonizzazione Fedele lesse un testo davanti a tutti e, come raccontò a Tele Radio Padre Pio, «leggendo, piangevo di gioia».

