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Torino, anziana lascia tutto alla badante ma il giudice annulla il testamento: «Era incapace di decidere»

03 Ottobre 2026 - 23:51 Ettore Ambrosi
badante eredita
Il testamento era stato impugnato dai nipoti della donna. La badante dovrà restiture soldi e due appartamenti
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Due appartamenti a Torino, i soldi sui conti correnti e un testamento che indicava come unica erede la badante. A oltre dieci anni dalla morte della proprietaria, però, quel lascito è stato dichiarato nullo: secondo il Tribunale di Torino, quando lo aveva scritto l’anziana non era nelle condizioni di comprendere pienamente le conseguenze delle proprie decisioni. La donna che l’aveva assistita dovrà quindi restituire il patrimonio ai tre nipoti della defunta.

Il caso

La vicenda, raccontata dal Corriere della Sera, comincia nel 2009, quando una donna di origini venezuelane viene assunta per occuparsi dell’anziana, una vedova senza figli che soffriva di diversi problemi di salute, anche di natura psichiatrica. La badante rimane al suo fianco per circa cinque anni, fino alla morte della donna nel 2015.

Il testamento che lasciava tutto alla badante

Nel frattempo, il 25 settembre 2012, l’anziana aveva scritto un testamento olografo con cui nominava la badante sua unica erede. Alla sua morte, quindi, la donna era entrata in possesso dei conti correnti e soprattutto di due appartamenti in corso Casale, a Torino.

A contestare subito il testamento erano stati i tre nipoti, figli del fratello della donna. Già negli anni precedenti, secondo quanto ricostruito nel procedimento, i nipoti avevano lamentato difficoltà nel vedere la zia e avevano accusato la badante di tenerla isolata. Dopo la scoperta del testamento si erano rivolti alla magistratura.

Il procedimento penale aveva portato nel 2022 a una condanna della badante per circonvenzione di incapace. Due anni più tardi la Corte d’Appello di Torino aveva dichiarato il reato estinto per prescrizione, senza però cancellare le statuizioni civili riconosciute ai nipoti. La decisione era poi diventata definitiva.

Perché il testamento è stato annullato

Restava quindi da decidere che cosa dovesse accadere all’eredità. Nei giorni scorsi il giudice Simona Gambacorta, della seconda sezione civile del Tribunale di Torino, ha dichiarato nullo il testamento del 2012 e disposto la restituzione degli immobili ai tre nipoti, considerati gli eredi legittimi. La badante dovrà inoltre pagare circa 6mila euro di spese legali.

A pesare sulla decisione sono state soprattutto le condizioni psicofisiche dell’anziana. Dai documenti sanitari e dalle testimonianze raccolte sarebbe emerso che già all’epoca del testamento soffriva di una patologia neuropsichiatrica che ne comprometteva la capacità di esprimere liberamente e consapevolmente la propria volontà.

Il quadro descritto dai giudici è quello di una persona estremamente vulnerabile, isolata socialmente e incapace di curare autonomamente i propri interessi. Secondo il Tribunale, al momento in cui aveva deciso di lasciare tutto alla badante l’anziana non era soltanto facilmente influenzabile, ma si trovava in una condizione tale da non essere pienamente capace di intendere e di volere. È su questa base che, quattordici anni dopo la firma, il testamento è stato cancellato.

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