Omicidio Yara Gambirasio, no della Corte di Bergamo a Bossetti: respinta la richiesta di rianalizzare le tracce di Dna
La Corte d’Assise di Bergamo (quale giudice dell’esecuzione) ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne rapita a Brembate di Sopra il 23 novembre del 2010 e trovata senza vita tre mesi dopo. I difensori del muratore di Mapello condannato in via definitiva per l’omicidio, avevano chiesto alla Corte d’Assise di Bergamo, presieduta da Patrizia Ingrasci, di poter rifare le analisi su alcuni reperti. I giudici, però, non hanno accolto la richiesta. Dopo il no, arrivato a poche ore dall’udienza, è possibile il ricorso da parte dei legali.
Chi c’era all’udienza
L’istanza è stata discussa in camera di consiglio lunedì 5 ottobre. Bossetti ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate, dov’è detenuto. Mentre in aula erano presenti gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, il genetista forense Marzio Capra, autore della relazione tecnica depositata dalla difesa, la pm Letizia Ruggeri e la parte civile.
Cosa volevano rianalizzare i legali di Bossetti
La difesa ha sollevato due punti sollevati. Il primo riguarda la traccia “31G20” sugli slip di Yara, ovvero il campione di sangue misto della tredicenne e di Bossetti che è stato centrale per la sua condanna. Secondo la relazione di Capra, però, ci sarebbe una discordanza cronologica negli esiti delle analisi su quel campione. Il secondo punto riguarda le tracce genetiche trovate sul giubbotto di Yara. Rileggendo alcuni risultati con immagini ad alta risoluzione, il consulente Capra ha ritenuto possibile la presenza di liquido seminale e chiede ulteriori verifiche.
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Questi reperti, spiega la difesa, furono esaminati senza i suoi esperti. Bossetti, infatti, venne identificato come colpevole dell’assassinio solo quattro anni dopo. Finora la Corte ha concesso soltanto la visione dei reperti, senza nuove analisi, nei limiti fissati dalla Cassazione nel 2024.
Per gli avvocati dei Gambirasio «un Garlasco 2».
La richiesta secondo gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, a nome dei genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio «vuole fare un Garlasco 2. Ma faremo il possibile per evitarlo». Oltre a opporsi, i legali avevano chiesto di poter avere accesso agli stessi materiali della difesa, nel caso in cui la Corte avesse autorizzato nuovi accertamenti.

