Mistero Sinner, anche il Six Kings Slam a rischio. Ma grazie a Djokovic resterà n.1 del mondo fino a Vienna
L’ultima fotografia in una partita ufficiale di Jannik Sinner ritrae il tennista azzurro mentre solleva al cielo The Gentlemen’s Singles Trophy, il trofeo di Wimbledon. Sono passati tre mesi da quel 12 luglio e nel mezzo solo il vuoto. Dopo Montreal, Cincinnati, Us Open e Pechino, si è aggiunto anche Shanghai. Ma potrebbe non essere finita qui. Secondo quanto riportato dal giornalista spagnolo José Moròn, è a forte rischio anche il Six Kings Slam, torneo di esibizione in programma a Riyadh (Arabia Saudita) dal 21 al 24 ottobre. Sinner, infatti, avrebbe già avvisato gli organizzatori di cercare un sostituto. L’obiettivo è di recuperare la condizione per le Atp Finals di Torino a metà novembre, magari giocando già a Vienna a inizio mese, ma sulle sue condizioni non c’è alcuna certezza. Anzi, dalla Spagna non arrivano notizie confortanti.
Il regalo di Djokovic: numero 1 almeno fino a Vienna
Il Six Kings Slam sarebbe un’ottima occasione per Sinner per riassaggiare il campo da tennis che tanto gli manca: proprio per il suo carattere di torneo di esibizione, rappresenterebbe un banco di prova allenante ma allo stesso tempo con ritmi più blandi rispetto a un Masters 1000 o uno Slam. Si troverebbe subito di fronte a Alex De Minaur ai quarti di finale e, vincendo, sfiderebbe Novak Djokovic. Il serbo, nel frattempo, gli ha fatto un regalo. Vincendo ai quarti di finale dell’Atp 500 di Pechino contro Alexander Zverev, ha garantito a Sinner il primato del ranking almeno fino al torneo di Vienna, in programma dall’1 novembre. Saranno quindi 95 settimane da numero uno al mondo, con tre mesi vissuti dal divano.
Gli allenamenti durano solo 10 minuti
Al di là del ranking, Sinner vuole risolvere il problema al ginocchio che lo tormenta da ormai troppo tempo, facendolo girare come una trottola: Milano, poi Torino, di nuovo Milano, di nuovo Torino e infine il consulto a Lione da Bertrand Sonnery-Cottet, medico chirurgo che ha già trattato le ginocchia di diversi calciatori di Juventus e Torino, oltre a Zlatan Ibrahimovic e Kylian Mbappé. L’infortunio è oscuro, così come la comunicazione. Non si sa realmente cosa abbia Sinner, anche perché le parole del tennista, anche quelle via social, sono ridotte all’osso.
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Cosa dovrà fare Sinner per tornare dall’infortunio? L’operazione è una strada percorribile e risolutiva? Il forfait a Shanghai è preventivo o il ginocchio è ancora dolorante? Tutte domande a cui non si può rispondere. O meglio, una suggestione c’è: l’infortunio potrebbe essere più grave del previsto. Secondo il quotidiano Marca, Sinner avrebbe interrotto le sedute a Montecarlo dopo appena dieci minuti a causa del dolore. E infatti sui social non stanno più circolando i video degli allenamenti del tennista altoatesino.
Gli scenari: tra un mese e mezzo ci sono le Atp Finals a Torino
Sul calendario di Sinner è cerchiato in rosso il periodo tra il 15 e il 22 novembre, quello delle Atp Finals. Lì il venticinquenne vuole essere in condizione per competere con i migliori otto dell’anno solare, in un torneo che si gioca in casa e in cui è stato campione nelle ultime due edizioni. Ma nulla è scontato e prevarrà la linea della prudenza, per non compromettere le condizioni del tennista o causare problemi più gravi.
L’ipotesi più rosea sarebbe il ritorno per l’Atp 500 di Vienna dall’1 novembre, con la possibilità quindi di giocare anche l’ultimo Masters 1000 della stagione, a Parigi. In questo modo, Sinner potrebbe davvero difendere il primo posto del ranking senza sperare in ulteriori passi falsi di Zverev. E magari rivedere una partita contro il rivale di sempre, Carlos Alcaraz: i due non giocano nello stesso torneo dal Monte-Carlo Masters 2026. Era aprile e Sinner sconfisse lo spagnolo in finale. Al momento, tuttavia, si tratta solo di ipotesi. Tra queste non va neanche esclusa la possibilità che la finale di Wimbledon del 12 luglio sia stata l’ultima partita del 2026 per Sinner. In questo scenario, il suo ritorno in campo slitterebbe direttamente agli Australian Open di gennaio.

